La scrittura di Reza rimane sempre un piacere da scoprire. Introspettiva e con una ricerca continua della profondità del pensiero banale, di quello comune. La prima parte di Babilonia, quella prima del "pasticciaccio brutto", rientra profondamente nella descrizione appena esposta; dopo inizia un progressivo disfacimento. Una parte in cui ci si aggrappa con una leggera difficoltà a quanto fatto prima, fino al diventare confusionario, perdendo la genuinità dell'introspezione non forzata. Continuo ad apprezzare l'autrice e ricorderò con affetto e piacevolezza la maggior parte del libro. Durante la lettura rimanevo convinto di una commistione, di un'interferenza o di un citazionismo a Carrere, sia per i nomi utilizzati che per qualche spunto nella storia. Potrebbe essere una mia percezione sbagliata o effettivamente è così, magari con le influenze invertite, ma, comunque, mi è piaciuto.
Babilonia
In un posto chiamato Deuil-l'Alouette (che, tradotto alla lettera, sarebbe «Lutto-l'Allodola»), un posto qualunque nella periferia di Parigi, una donna qualunque, con un buon lavoro, un marito, un figlio, una sorella e dei vicini di casa, si lascia coinvolgere, nel corso di una strana notte di quasi primavera, in una faccenda che potrebbe costarle assai cara. Per affettuosa solidarietà con un uomo di cui non sa molto, tranne che è solo, profondamente solo. O forse perché, di colpo, ha voglia, foss'anche per un'ora, di respirare fuori dalla soffocante banalità del quotidiano, di farsi un giro «on the wild side» - di immergersi in una «dimensione di tenebra». Tirando le fila di una vicenda in cui il comico e il tragico si mescolano in maniera inestricabile come in una sorta di perverso vaudeville, Yasmina Reza dà voce alle angosce più segrete, e mette in scena il suo beffardo teatrino della crudeltà scavando ancora una volta in quello spazio di connivenze e mostruosità che può diventare la coppia; e ci ricorda che - non diversamente dagli ebrei, che «sulle rive dei fiumi di Babilonia» sedevano e piangevano «al ricordo di Sion» - ciascuno vive in esilio: da se stesso, da ciò che avrebbe voluto essere, e dagli altri.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2023
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Quondam 15 settembre 2026A metà
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Mimmo 22 giugno 2026Babilonia
Come da titolo: un luogo di perdizione e di ignominia, oltre che di gran confusione. Diciamo che non mi ha convinto questo libro. Roba da film francese.
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ilary 17 febbraio 2026
Apprezzo molto la scrittura di Reza in particolare per le riflessioni inserite nel racconto. Questa storia è breve e per la prima parte del racconto non è chiaro quello che avverrà. Poi tutte le informazioni sono presentate al lettore ma rimane comunque ignota la motivazione dei fatti, dei gesti compiuti. La lettura non si interrompe perché è naturale voler sapere, capire di più; alla fine, come appunto accennavo, le informazioni si hanno tutte fin dall’inizio.
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