Le baccanti - Euripide - copertina
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Letteratura: Grecia
Le baccanti
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Descrizione


Euripide, definito da Aristotele "il più tragico dei tragici", scrisse il suo capolavoro, le "Baccanti", quando ormai era prossimo alla morte. Si tratta, come è stato detto, dell'opera di più sconvolgente tragicità che sia mai stata scritta, e al contempo la più importante fonte a nostra disposizione per la conoscenza della religione dionisiaca. La tragedia, come ha scritto Vernant, non rappresenta la realtà: ma la mette in questione. Nessuna opera, come le "Baccanti", è andata così lontana nel mettere in questione leggi, rapporti, istituzioni, credenze e saperi, fino a presentarci il destino umano nella sua tremenda e assoluta nudità.

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Ottime, nulla da segnalare 0 copertina flessibile 9788807820618 Ottimo (Fine) Ottime.

Immagini:

Le baccanti

Dettagli

2007
Tascabile
161 p., Brossura
9788807820618

Valutazioni e recensioni

  • BARNABA LUPO

    E' superfluo ricordare la trama arcinota di questa che rientra tra le più grandi e famose tragedie greche di sempre. Bisogna invece notare la straordinaria qualità di Euripide, vissuto ormai quasi 2500 anni fa, di scegliere temi e caratteristiche dei personaggi che sono ancora valide ancora oggi, mutatis mutandis. Lo straniero che arriva e viene accolto con diffidenza, il comportamento falso delle persone di potere solo per mantenere una facciata totalmente esteriore di rispetto da parte dei cittadini, la ferocia della folla che si muove come un animale ferito in preda a chissà quali furori divini e pagani, la punizione di chi pecca contro la morale e l'etica pubblica. Da non perdere un confronto con Tennessee Williams, uno dei maggiori tragediografi del Novecento, che, per "Improvvisamente l'estate scorsa" (da cui fu tratto nel 1959 il capolavoro di J.L. Mankiewicz con Elizabeth Taylor, Katharine Hepburn e Montgomery Clift), si è esplicitamente ispirato a questa vicenda per delineare i rapporti tra i vari personaggi e la struttura complessiva della trama.

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Foto di Euripide

Euripide

(Salamina 485 ca - Pella 406 a.C.) tragediografo greco.La vita e le opere Nacque da un proprietario terriero, Mnesarco o Mnesarchide, e da Clito, rappresentata dai commediografi come un’erbivendola. Molti dati della sua vita, provenienti, appunto, dalle parodie e dalle malignità della commedia, sono inattendibili. Si sa di sicuro che da giovane fu adepto del culto d’Apollo, ebbe tre figli, vinse poche volte negli agoni teatrali, morì all’estero, alla corte di Archelao, in Macedonia, e fu commemorato da Sofocle durante la festa teatrale delle grandi dionisie nella primavera del 406. La sua opera rivela un’educazione raffinata, un vivissimo interesse per il movimento filosofico della sofistica, una posizione scettica nei confronti della religiosità tradizionale, una viva partecipazione alle...

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