Il ballo è un breve racconto dalle forti componenti autobiografiche, le cui tematiche ci riportano ai grandi classici del '900, come il desiderio di affermazione ed accettazione sociale e la critica nei confronti dell'alta borghesia francese del XIX secolo, interessata solo all'estetica, alle apparenze e all'ostentazione del lusso. Ma si parla soprattutto del rapporto tormentato e di rivalità madre/figlia, che culminerà in una sadica ed impetuosa vendetta da parte di quest'ultima. A livello stilistico sono rimasta molto colpita dalla prosa dell'autrice, che, con la sua scrittura fresca, essenziale ed incalzante, riesce a farci immergere totalmente nella mente di Antoinette, mediante l'utilizzo di numerosi flussi di coscienza, che ci mettono di fronte ai pensieri più crudi, spaventosi e malsani della ragazza, costretta a sopportare continue angherie, violenze ed umiliazioni da parte della madre. Il tutto condito da un pathos ed una tensione crescenti, che conducono ad un plot twist finale molto potente e al tempo stesso tragicomico.
Il ballo
"Il ballo" ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica "David Golder", il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà "Il ballo"), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Laura 09 aprile 2026Un piccolo racconto che strizza l'occhio ai grandi classici del '900
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Nadja 02 aprile 2026Da leggere
È un romanzo che leggi in un fiato. Sorprende come il livello di invidia e avidità porti a perdere del tutto il controllo. A fine lettura ri.ane un senso un pesantezza nel.petto.
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gin.marino 14 gennaio 2026bellissimo
Non capisco perché sia più famoso suite francese che questo. Spettacolare, scritto bene, breve ed intenso, il finale è geniale.
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