Non capisco perché sia più famoso suite francese che questo. Spettacolare, scritto bene, breve ed intenso, il finale è geniale.
Il ballo
Antoinette ha quattordici anni e vive con i genitori a Parigi. La sua è una famiglia dalla ricchezza improvvisata, gretta e ipocrita: il padre, senza scrupoli, è riuscito ad accumulare una fortuna; la madre, frivola e arcigna, sogna un giovane amante che la faccia sentire ancora viva. Desiderosi di essere accettati a pieno titolo dall'alta società parigina, i signori Kampf decidono di organizzare un gran ballo nella loro lussuosa dimora. Ma ad Antoinette viene vietato di partecipare, anzi, la madre trasforma la sua stanza nel bar, obbligandola a dormire per quella notte in uno sgabuzzino: non può accettare che la figlia, nel fiore dell'età, oscuri il suo debutto in società. E per questo la giovane decide di vendicarsi con uno smisurato e istintivo gesto di ribellione che avrà conseguenze crudeli, drammatiche e irresistibilmente grottesche. Un classico breve e perfetto, scritto in uno stile essenziale, ricco dell'ironia fulminante e mordace che ha fatto di Irène Némirovsky una dei più grandi e amati narratori del Novecento.
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Autore:
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Traduttore:
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Collana:
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Anno edizione:2016
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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gin.marino 14 gennaio 2026bellissimo
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Giulia 22 dicembre 2025Breve ma intenso
Letto in poche ore ma la storia fa riflettere sul rapporto madre-figlia e sulle apparenze.
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Rosanna 03 novembre 2025Essenziale
In questo breve racconto è possibile riscontrare l’essenza della fragilità umana dinanzi ai rapporti interpersonali. Il rapporto madre-figlia è spesso molto difficoltoso e in tale racconto la figura della madre ci risulta fastidiosa: ci troviamo a leggere di una donna nella quale il sentimento prevalente è l’egoismo. La mancata agiatezza in gioventù l’ha resa avara nei sentimenti manifestati ad Antoinette, figlia quattordicenne che in questo racconto è mossa da un comportamento comune per la sua età: la ribellione. Tale atto si manifesta con una vendetta nei confronti di quella donna che ormai è estremamente diversa, legata a una smania di egocentrismo per rivendicare i tempi andati. Il racconto si conclude con un momento madre-figlia che ci porta a riflettere sulla complessità di tale rapporto e riusciamo quasi ad empatizzare non solo con Antoinette, ma anche con la signora Kampf. Un racconto sicuramente da recuperare, anche come primo approccio all’ autrice.
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