Bartleby lo scrivano - Herman Melville - copertina
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Bartleby lo scrivano
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Descrizione


"Bartleby lo scrivano", apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue "Lezioni americane"), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (per esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da "Moby Dick" a "Bartleby" e un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.

Dettagli

Tascabile
17 giugno 2015
144 p., Brossura
Bartleby, the scrivener
9788807902055

Valutazioni e recensioni

  • Delia
    Non preferito

    Di Bartleby, lo scrittore Melville ci fa conoscere solo il suo nome e la sua professione, nonché il suo persistente, pervicace “preferirei di no” che diventa quasi un refrain, consegnandoci l’immagine di un uomo ombroso, chiuso nel suo solipsismo. Non sono riuscita a capire il perché di questo personaggio, di cui ho colto la profonda solitudine che è tutt’uno con la sua volontà - ma a me è sembrata incapacità - di comunicare con gli altri esseri umani e di relazionarsi con il mondo intorno a sé. Ho interpretato i suoi rifiuti come una sconfitta e non un’affermazione di sé a qualunque costo.

  • Giovanni
    Preferirei di no

    Con uno stile semplice e quasi distaccato, Melville costruisce una storia che colpisce proprio per la sua stranezza. Il racconto funziona perché lascia molte domande senza risposta è una lettura breve, ma densa di significato, che invita a riflettere sul lavoro, sulla solitudine e sul senso dell’esistenza.

  • Ely
    Un uomo diventato una mansione

    A dispetto della sua brevità, Lo Scrivano di Melville è come un iceberg: la storia narrata è solo la punta visibile, mentre il significato profondo si nasconde nei non detti e nei silenzi. La trama segue un notaio di Wall Street che gestisce tre dipendenti eccentrici, ma è Bartleby, il terzo scrivano, a catturare l'attenzione. Inizialmente diligente nel suo lavoro, Bartleby rifiuta con un enigmatico “Preferirei di no” qualsiasi altra mansione. La ripetizione di questa frase segna la sua alienazione, trasformando il suo comportamento comico in qualcosa di tragico. Bartleby si definisce solo dalla sua mansione, rinunciando a ogni altro aspetto della vita: né il cibo, né la ricerca di una casa, né l'aiuto sono importanti per lui. Il suo mondo sembra essere una roccia fissa, come se qualcosa nel suo passato lo avesse ridotto a uno spettro umano. Melville non offre risposte sul passato di Bartleby, e il vuoto narrativo alimenta una vasta gamma di interpretazioni, che vanno dalla critica della società del tempo alla rappresentazione della depressione o (a mio parere) della malattia mentale. La fine di Bartleby è tragica e lascia sia il notaio che i lettori senza risposta. Nonostante il mistero che avvolge la sua figura, Lo Scrivano è un’opera che invita alla riflessione sulla condizione umana, sull’alienazione e sul significato del lavoro. È una lettura breve ma straordinariamente potente, che solleva domande sulla vita e la morte, sul detto e non detto, e sulle dinamiche interne dell’individuo.

Conosci l'autore

Foto di Herman Melville

Herman Melville

1819, New York City

Di ascendenza olandese per parte materna e bostoniana e calvinista per parte paterna, dovette interrompere gli studi a causa del fallimento e della morte del padre. La perdita repentina dell’eden di un’infanzia felice lo segnò precocemente. Terzo di otto figli, dopo vani tentativi di trovare un lavoro stabile, attraversò per la prima volta l’Atlantico come mozzo sulla nave Highlander diretta a Liverpool: il primo di una lunga serie di viaggi che avrebbero fornito il materiale avventuroso ai suoi primi libri e un ricchissimo campionario di metafore alle opere maggiori. Nel 1841, dopo aver peregrinato all’Ovest e al Sud, fece vela per il Pacifico sulla baleniera «Acushnet»: disertore, dopo più di un anno, alle isole Marchesi, visse per...

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