Il baule di Zollikön
È questo un esordio assoluto che si impone per varie ragioni. In primo luogo, naturalmente, per la maturità espressiva e per l’energia del linguaggio che attraversa e sostiene una serie di testi che vengono a costituire un vero e proprio libro, la cui fisionomia risulta già molto netta. Un elemento caratterizzante è nella necessità, evidente, felicemente pervasiva, di cogliere il senso del proprio esserci, nella realtà del presente, anche o soprattutto nel legame indissolubile con un passato dal quale emergono luoghi, situazioni, momenti dell’esperienza indimenticabili. Tutto questo, lo si intuisce bene, non tanto per un disegno o un progetto, quanto per una necessità interiore, quasi ossessiva, che porta a galla brandelli di esistenza. Michele Hide introduce nei testi paesaggi, personaggi, residui mnestici, che si sono accumulati nel tempo in un vasto deposito forse ancora in gran parte da visitare. Come quel baule del quartiere di Zurigo, appunto Zollikön, che dà il nome alla raccolta. E quanti altri nomi, ebraici, percorrono queste pagine! Nomi carichi di suggestioni e strati di memoria, nomi importanti per l’autore e suggestivi, misteriosi per il lettore che ne viene attratto.
-
Autore:
-
Curatore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2019
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it