“I Beati Paoli” – Luigi Natoli Una scrittura magistrale per un romanzo monumentale: mille pagine di pura avventura, mistero e passione. Con “I Beati Paoli” ci si immerge in un Settecento palermitano affascinante e vivo, tra segreti, complotti e un’idea di giustizia che si muove nell’ombra e affascina perché in difesa dei deboli. Intreccio perfetto di emozioni e simboli: il male incarnato da Matteo Lo Vecchio, l’invidia da Don Raimondo Albamonte, la giustizia da Coriolano della Floresta e il bene da Blasco da Castiglione. È un viaggio profondo nella storia di una Palermo che seduce e chiama a sé, fino a far venir voglia di visitarla subito. Un classico senza tempo, potente e indimenticabile, da leggere una volta nella vita.
I beati Paoli
Ispirato dalla leggenda di una setta “segreta” veramente esistita, composta da sicari e vendicatori, il romanzo di appendice "I Beati Paoli" venne scritto da Luigi Natoli tra il 1909 e il 1910 e pubblicato a puntate sotto lo pseudonimo di William Galt sul “Giornale di Sicilia”. Il romanzo, ambientato nella Sicilia del primo XVIII secolo, mescola elementi di fantasia e personaggi realmente esistiti, come don Girolamo Ammirata, l’unico membro della setta finora identificato con certezza. Natoli profuse una cura scrupolosa nel ricostruire fedelmente l’ambiente della Palermo del tempo, utilizzando rigorosamente fonti storiche e le relazioni a stampa apparse all’epoca su feste e cerimonie pubbliche, e la sua narrazione si discosta solo in pochi momenti dalla realtà storica. Un “romanzo popolare”, quindi, come lo definì Umberto Eco, importante quanto "I Viceré" e "Il Gattopardo", essenziale a vario titolo nella costruzione identitaria siciliana. Si è inoltre favoleggiato su un presunto rapporto tra il romanzo e la mafia, alla ricerca di un suo sostrato culturale, tanto da far dire alla “moglie del pentito di mafia Tommaso Buscetta che 'I Beati Paoli' era un romanzo che aveva molto influenzato suo marito. […] Se la mafia ha un’ideologia, allora il mito dei Beati Paoli ne è senz’altro uno dei cardini”. Massimo Onofri
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Roberta Sedda 10 ottobre 2025MAGISTRALE
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ma_di 09 maggio 2025Capolavoro
Tra i romanzi più belli e appassionanti che abbia mai letto. Consiglio di leggere anche il seguito, Coriolano della Floresta
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Satchmo 09 gennaio 2025Imprescindibile
Non do a questo libro un enorme valore letterario, ma piuttosto un valore storico affatto trascurabile. Se si vuole capire la logica mafiosa moderna, questo è il testo su cui si sono "formati" (per così dire) tutti o quasi i mafiosi appartenenti all'epoca di Riina. Una lettura fondamentale per chiunque voglia comprendere meglio le fonti di ispirazione su cui una larga parte della cultura mafiosa si è basata a partire dagli anni '70 del secolo scorso. E' anche un ottimo romanzo.
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