Tra i romanzi di Palahniuk, a mio parere il peggiore. Comprendo il piglio parodistico, che scaturisce in critica sociale e al quale concorrono gli stilemi da romanzo rosa, per così dire (le accurate descrizioni dell'abbigliamento della protagonista, la cui cura ossessiva del look la rende fatua anche nei momenti più drammatici; uso frequente di aggettivi di fatto superflui etc...), ma non ne apprezzo il risultato. Manca del tutto, a mio parere, una trama credibile: tutto, nel bene e nel male, avviene troppo facilmente; qualsiasi azione riesce ai protagonisti ("buoni" e cattivi) come per magia, come se la storia fosse una fiaba. L'autore appare impacciato nell'uso del classico espediente fiabesco del narratore onnisciente, che del resto sembra inadeguato al contesto (chi è l'"aedo" che narra la storia? Come fa - considerato anche il finale - a conoscere i dettagli degli avvenimenti in camera da letto?) e che rende la struttura traballante fin dall'inizio. I dialoghi - uno dei punti forti di Palahniuk - sono fasulli, sembra che parli sempre la stessa persona; e, fasulli i dialoghi, fasulli i personaggi.
Mettiamo che uno scrittore voglia raccontare la favola di Cenerentola e mettiamo che questo scrittore sia Chuck Palahniuk, quale storia ci capiterebbe tra le mani? La storia di Penny Harrigan, giovane impiegata dall'aspetto scialbo e i desideri opachi che passa le sue giornate a servire caffè in un ufficio di avvocati. E lì che un giorno incontra Cornelius Linus Maxwell, bellissimo, ricchissimo, divorziatissimo. Sorprendentemente Maxwell la invita a cena e a un dopo cena nella suite di un albergo da miliardari ed è qui che, taccuino alla mano, le fa sperimentare il più alto grado di piacere. Tutto magnifico, vero? Non esattamente, perché Penny scopre presto di essere la cavia per il collaudo di una linea di "sex toys only for ladies" che Maxwell sta per lanciare, chiamata "Beautiful you". È un successo planetario dalle conseguenze devastanti: famiglie distrutte, bambini abbandonati, uomini ignorati, donne inchiodate alla dipendenza pressoché ininterrotta dai fantastici, e micidiali, giocattoli di Maxwell. E Penny? Deciderà di essere complice del più grande spacciatore di piacere mai esistito o proverà a salvare il mondo dalla sua dipendenza cieca da prodotti genialmente confezionati?
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Anno edizione:2016
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Libro assurdo, storia assurda. Non mi è piaciuto affatto, anzi, mi ha rivoltato. Sono arrivata alla fine solo per capire se dovesse avere un senso tutto ciò che stavo leggendo, cosa che non si è avverata. E' un libro pseudoerotico raccontato da un maschio totalmente incompetente sulla psiche umana e femminile in particolare. Per nulla credibile. Lo sconsiglio totalmente.
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elisabethbennet elisabethbennet 28 novembre 2016
Non è il mio preferito ma non posso negare che mi sia piaciuto. Non è solo la parodia (ma fatta bene hehehehe) dell'ormai (aimè) famosissimo 'cinquanta sfumature di grigio' ma come spesso è per i libri dell'autore è anche una parodia realistica dei giorni nostri! Si, a tratti è volgare ma neanche più d tanto. Per chi ama l'autore, da leggere !
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