Un gran bel libro, che ti lascia emozioni, una sottile malinconia, domande…che mi hanno spinto a cercare risposte nelle varie recensioni e interviste apparse su questo libro. Nel libro (non mi sembra di definirlo “romanzo” e neppure “saggio”) c’e’ una storia dentro la storia, che e’ a sua volta il contenitore del racconto sull’ultimo periodo della vita terrena di Jung, dei suoi ricordi, dei suoi luoghi nella residenza affacciata sul lago di Zurigo che ora e’ casa/museo visitabile. Ed e’ tutto talmente verosimile, che mi chiedo quanto di Sandra Petrignani ci sia in Egle Corsani, la scrittrice protagonista che sta scrivendo un libro sul grande maestro della psicanalisi. Egle scrive di Jung attraverso l’esperienza di Christiana Morgan, un’americana, a sua volta divenuta psicoanalista, paziente di Jung in gioventù, che decide di intraprendere un viaggio fino a Kusnacht sul lago di Zurigo per rivedere il proprio dottore e maestro oramai anziano e alle soglie dell’ultimo traguardo terreno. Ecco allora che arriviamo sul lago, che entriamo nel giardino della casa e della torre, che ci entriamo e vediamo e quasi tocchiamo gli oggetti, che saliamo in barca con loro e sulle montagne svizzere care a CG (come lo chiama Ruth, la sua amica e assistente). Ecco che, attraverso i vissuti e la storia di “Lady Morgana”, e anche nel rapporto con Aniela Jaffe’, allieva e biografa ufficiale del maestro, ripercorriamo tante tappe di questa vita straordinaria. Cerchiamo di comprendere il perche’ di alcune scelte di vita, fra una moglie amatissima e la famosa amante Tony Wolff, entrata nel menage ufficiale familiare e tante altre donne innamorate di quest’uomo misterioso , bello, forte, carismatico. Ecco che ne scopriamo i dubbi e le fragilità, e la grande forza del prenderne atto e coscienza. Ci sono corsivi e lettere, che sembrano perfettamente veri, anche se l’autrice dichiara di avere adattato alcuni testi alle esigenze narrative. Ci sono riflessioni e passaggi straordinari sulla grandezza dell’essere umano e sulla sua capacità di essere crudele, sulle guerre, sul destino dell’umanità. Insomna, un grande libro che consiglio di leggere e di assaporare, come tutto cio che della Petrignani ho letto fino ad ora. Da un corsivo: “Quanto piu sono diventato vecchio, tanto meno ho capito o penetrato o saputo di me stesso… Sono incapace di stabilire un valore o un non-valore definitivo; non ho un giudizio da dare su me stesso e la mia vita. Non vi e’ nulla di cui mi senta veramente sicuro. Non ho convinzioni definitive.” Un passaggio su cui riflettere: …forse per lui si sarebbe riaperto il ciclo delle rinascite, ma in quale condizione della terra, dell’umanità? Un’umanita’ fuori controllo, fatta di individui ignari di se stessi, senza piu il freno della religione e con un’abnorme fiducia materialistica nella scienza che li porta alla manipolazione onnipotente di tutto cio che vive, un’umanita’ capace di inventare spaventosi strumenti di sterminio di massa, distruttivi e autodistruttivi. Dopo l’ultima guerra, in tanti si illudevano di poter relelegare il Male nel nazismo e che certi abomini non si sarebbero ripetuti, ma la Storia insegna il contrario…. E’ la psiche dell’uomo a inventare nemici, a fare le guerre. Non la coscienza. CG Jung lascia la vita terrena il 6 giugno 1961 a Kusnacht, su lago di Zurigo.
Carissimo dottor Jung
Con il suo inconfondibile tocco narrativo, Sandra Petrignani mette in scena il folgorante incontro finale tra il padre della psicologia del profondo – contraddittorio, paterno, impavido e incosciente dietro il monumento edificato dalla fama – e la donna incurante delle convenzioni borghesi che ne avrebbe seguito le orme.
Un fiume da guardare alla finestra e un romanzo da scrivere è tutto ciò di cui Egle Corsani ha bisogno, da sempre. E ora, seduta nella veranda della sua nuova casa affacciata sul Tevere, è davvero pronta a tornare al libro che ha iniziato su Carl Gustav Jung. La scintilla è scoccata dopo essersi imbattuta nella figura tormentata e conturbante di Christiana Morgan, paziente di Jung degli anni Venti e sua seguace. Così immagina un ritorno di lei, trent’anni dopo la prima terapia, a Küsnacht, alla casa sulla sponda del lago di Zurigo che Jung stesso aveva costruito. Christiana vuole rivedere un’ultima volta l’uomo che aveva spento le sue paure, aiutandola a conoscersi e a perdonarsi. Lady Morgana, così la chiamava lui, lo trova come lo ha lasciato, la pipa fra i denti, lo sguardo arguto sopra gli occhiali cerchiati d’oro, solo la lieve curvatura delle spalle e il bastone a reggere il corpo ancora possente nonostante gli anni inesorabili. Perché, forse, ancora una volta, Jung saprà cambiare il suo destino. Come in uno specchio d’acqua, che culla e annega, che dà vita e la sottrae, Egle si guarda riflessa nelle pagine che si riempiono: nelle domande esistenziali, nella solitudine, negli aneliti di felicità di Christiana; nella pacata sicurezza, nel distacco partecipe di Carl. E in quel passo a due, la scrittrice trova una chiave per affrontare la sciagurata nostalgia per ciò che non ha più.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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luisaF 13 gennaio 2026Da leggere
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Francesca 04 gennaio 2026Ottima lettura
Un libro diverso dagli altri, una giovane paziente di jung che lo ricorda negli anni per la sua professionalità e per il suo carisma. E dopo 40 anni,decide di andarlo a trovare...leggetelo
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