Casa desolata - Charles Dickens - copertina
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Letteratura: Gran Bretagna
Casa desolata
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Descrizione


Il romanzo è una satira della costosa e rovinosa procedura dell'antica corte della Cancelleria, illustrata dal caso di eredità Jarndyce & Jarndyce, che viene interamente assorbita dalle spese legali, provocando la rovina e la morte d'un giovanotto inconcludente, Richard Carstone che, con la cugina con cui si era segretamente sposato, mirava a mettere le mani su quella eredità. Il libro è pieno di scene truci come un romanzo nero, dove, tra i vicoli bui e maleodoranti, si muovono figure sospette e anche le cose assumono un'aria sinistra. Con un saggio di Vladimir Nabokov.

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Informazioni:

<p>"Scritto e pubblicato a dispense tra il 1852 ed il 1853, <em>Casa Desolata </em>è considerato uno dei primi esempi di <em>detective stories</em>. Storia e satira di una causa legale che si trascina da tempi immemorabili, con i litiganti in attesa di fortune che non arriveranno mai, di intrighi e di piste poliziesche, <em>Bleak House</em> è al contempo raffinata descrizione della società londinese di metà Ottocento e romanzo nero: sullo sfondo, morti misteriose, vecchie case decrepite, figli illegittimi, luridi vicoli di angiporto..." Con un saggio di Vladimir Nabokov. Traduzione di Angela Negro.</p> Cartonato leggero p.XXXI, 824 p. 9788806181529 Buono (Good) Minimi segni d'uso e del tempo.

Dettagli

Tascabile
824 p., Rilegato
Bleak house
9788806181529

Valutazioni e recensioni

  • Arianna
    A cosa portano le lungaggini burocratiche

    Presenta la storia di una causa legale che si protrae da tempo immemore e che sembra non debba mai finire, invece un bel giorno si conclude inasptettatamente e in modo insoddisfacente. Alterna momenti tragici a situazioni e personaggi ridicoli e divertenti (come è tipico del Dickens). Finale dall'esito incerto per la protagonista fino all'ultimo. Mi è molto piaciuto in particolare il personaggio di Mr. Jarndyce che, nonostante sia molto grottesco e divertente, dimostra un'estrema bontà e sacrifica la propria felicità per quella della protagonista e di un suo grande amico.

  • Cominciamo col dire che è tendenzialmente un brutto segno se impiego così tanto a finire un romanzo, e impiegare un mese e mezzo per me è decisamente troppo, persino per un romanzo di 800 pagine. Ciò detto, si tratta di una bellissima storia. Bellissima e triste. Nominalmente, anche in Bleak House ho trovato quei pregi che hanno reso Dickens uno dei miei autori preferiti. Tra questi, l’aver ritratto dei personaggi incredibili e indimenticabili, di straordinaria nobiltà – così nobili da rimetterti in pace con il mondo (almeno finché non ti rendi conto di quanto eccezionali essi siano). In questo caso, tuttavia, a questi consueti pregi fanno da contraltare degli aspetti che mi hanno fatto amare questo romanzo un po’ meno di altri. Per farla breve, l’ho trovato davvero molto, troppo prolisso. Per buona metà del romanzo Dickens si premura di aprire ogni cap. con un’ampia introduzione, estremamente meticolosa, come se a ogni cap. ricominciasse in un certo senso daccapo, producendo in tal modo l’effetto di rallentare la narrazione abbassando notevolmente il ritmo. Un effetto particolarmente vistoso in un romanzo di tale lunghezza (le 800 pagg. peraltro sono bugiarde, essendo scritto con caratteri molto piccoli). Sia chiaro: non mi sognerei mai di sconsigliare questo romanzo. Semplicemente, siate preparati a ciò cui andate incontro, e cercate di leggerlo in un momento in cui siete presi dal demone della lettura.

  • libro che desideravo da tempo

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Foto di Charles Dickens

Charles Dickens

1812, Portsmouth

Charles John Huffam Dickens è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico. Nacque a Portsmouth nel 1812 ma si trasferì ben presto a Londra dove visse fino alla sua morte, nel 1870. I nonni paterni erano stati domestici presso famiglie della nobiltà; il nonno materno, colpevole di appropriazione indebita, s’era sottratto all’arresto con la fuga. Nel 1824 il padre, un modesto impiegato con gusti e abitudini superiori alle sue possibilità, fu rinchiuso per debiti nelle carceri londinesi di Marshalsea e il piccolo Charles, interrotti gli studi, venne messo a lavorare per sei mesi in una fabbrica di lucido per scarpe. Questa precoce esperienza di miseria, umiliazione e abbandono (anche dopo la scarcerazione del padre, la madre aveva...

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