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Centomila punture di spillo. Come l'Italia può tornare a correre
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Descrizione


In questi ultimi anni noi italiani sentiamo parlare del resto del mondo in due soli modi. Per un verso i paesi stranieri vengono citati come modello positivo: il mondo che ci circonda, fuori e dentro l'Europa, sembra fatto di nazioni in cui tutto funziona alla perfezione, in cui i servizi sono efficienti ed economici, in cui lo sviluppo è senza intoppi e in cui le prospettive per il futuro sono, per lo più, rosee. E così apprendiamo, indignati, che in Spagna i treni sono efficienti, che in Francia i servizi alla famiglia sono formidabili e che il resto della classe politica mondiale è ben più all'altezza delle sfide di questo momento storico di quanto non sia la nostra "casta". D'altro canto, il mondo sviluppato, e quello in via di sviluppo, è dipinto come un luogo di aggressiva concorrenza, di paesi privi di regole e senza scrupoli le cui merci ci stanno scorrettamente per invadere, mentre a noi non resta altro che proteggerci nella speranza che questo momento di instabilità mondiale finisca. Come Federico Rampini e Carlo De Benedetti ci mostrano in questo libro, il "cielo sopra l'Italia" è molto più mosso e variegato di quanto questi luoghi comuni siano in grado di dirci.
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Dettagli

14 ottobre 2008
316 p., Brossura
9788804583660

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Paola Barsotti
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Comprensibilissimo anche per i non addetti ai lavori, economisti e intenditori di politica internazionale, è un libro estremamente interessante e molto ben scritto per prendere coscienza del panorama mondiale, di come cambiano gli equilibri economici e di come ci siamo arrivati. Illustra le scelte politiche italiane del "tutto dovuto" e di uno Stato assistenzialista che fino a quando ha potuto a compensato gravi perdite pubbliche e private di cui adesso facciamo le spese. Una politica economica, quella italiana, che ha bisogno di rinnovarsi e adeguarsi a un mondo ormai globalizzato ma in cui gli autori esortano a muoversi individualmente con le proprie attività verso nuovi mercati. Molto più bella, a mio avviso, la parte dell'analisi economica che quella propositiva.

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Federico Rampini

1956, Genova

Scrittore e giornalista italiano, ha iniziato la sua attività giornalistica nel 1977 a «Città futura», settimanale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), di cui era segretario generale Massimo D'Alema; dal 1979 scrive per «Rinascita», giornale che deve abbandonare nel 1982 dopo avervi pubblicato un'inchiesta sulla corruzione in seno al PCI. In seguito è stato prima vicedirettore de «Il Sole 24 Ore» poi capo della redazione milanese ed in seguito inviato del quotidiano «La Repubblica» a Parigi, Bruxelles e San Francisco. Come corrispondente ha raccontato dapprima le vicende della Silicon Valley; ha lasciato poi gli Stati Uniti per aprire l'ufficio di corrispondenza di Pechino. Ha insegnato alle Università...

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