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Il cinema secondo Hitchcock
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Il cinema secondo Hitchcock - François Truffaut - copertina
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Descrizione


L'autore dei "Quattrocento colpi" interroga provocatoriamente quello di "Psycho". Il lungo, appassionante dialogo svela al lettore la vita e le opere di un uomo incredibile e di un regista straordinario. Analizzando la vasta produzione di Hitchcock, i due parlano di invenzioni visive, montaggio, taglio delle inquadrature, narrazione. Ma il discorso sfocia volentieri nella sfera del sogno, dell'eros, delle emozioni e svela la figura enigmatica e geniale di Hitchcock, tanto rigoroso e metodico nella sua arte quanto umorale e lunatico nelle sue relazioni con il mondo. Un viaggio ipnotico nella mente di un uomo che con i suoi film è riuscito a segnare la storia della settima arte, ma soprattutto un grande libro sul cinema, frutto di lunghi colloqui tra due artisti consapevoli degli strumenti della propria arte.
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Dettagli

2009
Tascabile
5 marzo 2009
311 p., Brossura
9788856501094

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Sebbene non si tratti di un vero e proprio manuale di scrittura, l’intervista-fiume che Francois Truffaut, il critico e regista della Nouvelle Vague, fece al maestro del brivido Alfred Hitchcock, ha tutti gli elementi per esserlo. Hitch è colui che ha cercato di costruire film in cui ogni momento fosse un momento privilegiato, senza buchi né macchie. Due scene di suspense non saranno da lui mai collegate tramite una scena comune, perché Hitchcock ha orrore del comune! Segue una sintesi (e note sparse) dei contenuti più interessanti enucleati da Hitchcock mentre, insieme a Truffaut, ripercorre tutta la sua carriera. Ci concentreremo maggiormente sugli aspetti legati alla narrazione tout court e meno alla cinematografia… I film muti sono la forma più pura del cinema. La sola coca che mancava loro era evidentemente il suono che esce dalla bocca delle persone e i rumori. Ma questa imperfezione non giustifica i grandi cambiamenti che il suono ha portato con sé. Negli ultimi anni del muto, i grandi cineasti, e anche l’insieme della produzione, erano arrivati a una certa perfezione e si può pensare che l’invenzione del sonoro abbia compromesso questa perfezione. Intende che nella maggior parte dei film c’è poco cinema e molto di “fotografia di gente che parla”: quando si racconta una storia al cinema, non si dovrebbe ricorrere al dialogo se non quando è impossibile fare altrimenti. Con l’avvento del sonoro, il cinema si è bruscamente irrigidito in una forma teatrale. Il risultato è la perdita dello stile cinematografico e anche la perdita completa della fantasia.Col film a colori nasce un altro problema, quello del gusto puramente artistico dell’operatore...

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Un must per chi come me ama Hitchcock e i suoi film. E qui i film sono protagonisti in toto. Attraverso un lungo escursus lungo la carriera del regista se ne conoscono a fondo le opere, gli attori e le opinioni, e alcune proprio mai ce le saremmo aspettate. Un'intervista che mai pecca di monotonia e che quasi dispiace dover terminare. Questa edizione contiene inoltre diverse illustrazioni dei capolavori del maestro e alcune immagini dei backstage. Pieni voti, indubbiamente!

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Federico Fiadini
Recensioni: 4/5

Hitch interrogato da Truffaut: le chiacchere sull'arte della messa in scena che s'inframmezzano con quelle sulla vita. Truffaut svela ai francesi il genio sottovalutato (all'epoca) del regista de "La finestra sul cortile" ma parla a tutti gli appassionati di cinema. Scopriamo come la suspence sia un'arte necessaria per raccontare una storia emozionante, come i Grandi sono proporzionalmente umili e tante ma tante altre cose intorno alla creatività e al duro lavoro "d'intrattenere il pubblico". Il lettore dovrebbe, per gustarsi appieno il volume, affrontarne la lettura avendo prima rivisto le opere fondamentali di Hitch. Fondamentali per chi sostiene di amare questo medium e che è il lettore-tipo del testo edito in economica da "Il Saggiatore". Adeguato l'apparato iconografico rigorosamente in b/n.

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François Truffaut

1932, Parigi

È stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Esordisce come regista dal 1958 (il suo primo film è L'età difficile) ed è ideatore della Nouvelle Vague (insieme con Godard, Malle, Chabrol), corrente che trae ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood. È stato teorico del cinema e critico di punta dei Cahiers du Cinéma.Il vero e proprio debutto avviene nel 1959 con I quattrocento colpi, film autobiografico che gli consente di costruire una sorta di alter ego, Antoine Doinel, che permette a Truffaut di realizzare un importante esperimento cinematografico: seguire la vita...

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