coltivazione… e le api… colle annotazioni di Ruperto Titi sopra le api, e con gli epigrammi toscani dell'Alamanni…
Cm. 26, pp. (4) xxxvi, 261 (3). Antiporta incisa su rame da L. Capponi con ritratto dell'Alamanni entro cornice sormontata da fronde e da trombe. Vignetta calcografica con scena georgica al frontespizio, testatine, capolettera, finalini ornati e istoriati incisi su rame. Legatura ottocentesca in mezza pelle, dorso liscio con titoli e ricchi fregi in oro. Esemplare marginoso e ben conservato. Nitida edizione bolognese di due dei più celebri poemi didascalici della letteratura italiana. La "Coltivazione" occupa le pp. 1-145; "Le Api" sono alle pp. 147-178. "La Coltivazione" dell'Alamanni (Firenze, 1495-Amboise, 1556), edita per la prima volta nel 1546 a Parigi e stesa in endecasillabi sciolti, è uno dei capolavori della poesia didascalica italiana, certo la migliore imitazione, nella sua levigata impeccabilità formale, del grande modello delle "Georgiche" virgiliane. "L'opera, d'ispirazione fondamentalmente letteraria, è spesso avvivata da una notevole grazia, e alcuni accenni storici rivelano emozioni sincere e patite (l'Alamanni fu dei più nobili esuli fiorentini dopo la caduta della Repubblica). Nella congerie dei poemi didascalici cinquecenteschi questo è certamente fra i più notevli e felici", scrive Mario Sansone in Dizionario Bompiani d. Opere, II, 311. "Le Api" del Rucellai (Firenze, 1475 - Roma, 1525), composte nel 1524, dedicate al Trissino (di cui imitarono la versificazione in vmetro sciolto con esiti assai superiori) ed edite postume nel 1539, costituiscono un'altra cospicua derivazione virgiliana, dal quarto libro delle "Georgiche", versificando con compassata eleganza il tema delle api, della cura degli alveari e dell'apicultura. Il tema è attinto alla stessa esperienza del Rucellai, che fu per davvero allevatore di api nella sua villa di Quaracchi, nei pressi di Firenze. La presente edizione contiene, alle pp. in cifre romane, "Notizie, e testimonj d'uomini illustri intorno alla Vita, e agli Scritti di Luigi Alamanni gentiluomo fiorentino"; alle pp. 179-206, "Brevi Annotazioni sopra le Api... fatte per comodità de gli studiosi" di Roberto Titi; alle pp. 207-217, "Lettera del Signor Giovanni Checozzi vicentino al Dottore Gianantonio Volpi, nella quale si difende il celebre Giovangiorgio Trissino, e si spiega un luogo difficile delle Api del Rucellai...". Seguono, alle pp. 219-245, gli "Epigrammi Toscani" dell'Alamanni.
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<p>Cm. 26, pp. (4) xxxvi, 261 (3). Antiporta incisa su rame da L. Capponi con ritratto dell'Alamanni entro cornice sormontata da fronde e da trombe. Vignetta calcografica con scena georgica al frontespizio, testatine, capolettera, finalini ornati e istoriati incisi su rame. Legatura ottocentesca in mezza pelle, dorso liscio con titoli e ricchi fregi in oro. Esemplare marginoso e ben conservato. Nitida edizione bolognese di due dei pi&ugrave; celebri poemi didascalici della letteratura italiana. La "Coltivazione" occupa le pp. 1-145; "Le Api" sono alle pp. 147-178. "La Coltivazione" dell'Alamanni (Firenze, 1495-Amboise, 1556), edita per la prima volta nel 1546 a Parigi e stesa in endecasillabi sciolti, &egrave; uno dei capolavori della poesia didascalica italiana, certo la migliore imitazione, nella sua levigata impeccabilit&agrave; formale, del grande modello delle "Georgiche" virgiliane. "L'opera, d'ispirazione fondamentalmente letteraria, &egrave; spesso avvivata da una notevole grazia, e alcuni accenni storici rivelano emozioni sincere e patite (l'Alamanni fu dei pi&ugrave; nobili esuli fiorentini dopo la caduta della Repubblica). Nella congerie dei poemi didascalici cinquecenteschi questo &egrave; certamente fra i pi&ugrave; notevli e felici", scrive Mario Sansone in Dizionario Bompiani d. Opere, II, 311. "Le Api" del Rucellai (Firenze, 1475 - Roma, 1525), composte nel 1524, dedicate al Trissino (di cui imitarono la versificazione in vmetro sciolto con esiti assai superiori) ed edite postume nel 1539, costituiscono un'altra cospicua derivazione virgiliana, dal quarto libro delle "Georgiche", versificando con compassata eleganza il tema delle api, della cura degli alveari e dell'apicultura. Il tema &egrave; attinto alla stessa esperienza del Rucellai, che fu per davvero allevatore di api nella sua villa di Quaracchi, nei pressi di Firenze. La presente edizione contiene, alle pp. in cifre romane, "Notizie, e testimonj d'uomini
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Anno edizione:1746
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