Un bel romanzo. La storia appare subito avvincente e appassionante. Il narratore interno sa rendere molto realistiche le persone e le situazioni. I dialoghi sono semplici, chiari e, a tratti, ironici. La trama coinvolge subito il lettore e lo incolla al libro. Suspense e divertimento sono ben distribuiti.
Il complotto
Una potentissima lobby politico-finanziaria europea, di nome "Paradise", progetta di distruggere l'economia italiana per depredarne le aziende e le vaste risorse. Qualcuno, però, riesce a creare un dossier che smaschera il criminale progetto. Dopo alcune rocambolesche vicende, il dossier finisce nelle mani dei nostri due amici detective: Richard Green, ex funzionario di Scotland Yard, diventato ricchissimo grazie a una eredità, e Peppino Politi, un ex maresciallo dei carabinieri. I due si assumono il compito di consegnare il dossier a un cardinale del Vaticano che sta organizzando una grande conferenza internazionale sulle prospettive della finanza mondiale. La potentissima lobby cercherà di fermare i due detective servendosi di tutti i suoi tentacoli. Inizia così una massiccia caccia all'uomo che si protrae dai Castelli Romani fino a Roma. Nonostante l'abilità dei due detective, la lotta appare impari, ma quando sembrerà che la partita sia persa, avverrà un colpo di scena del tutto inatteso che ribalterà la situazione.
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Anno edizione:2020
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Isabella Liberto 09 novembre 2020
Richard Green, abile investigatore di origini britanniche, e il suo socio e amico Peppino Politi, vengono contattati da un noto giornalista per indagare sulla tragica morte del figlio di un ricco uomo d’affari del Lussemburgo. Quella che all’inizio sembra una semplice indagine per omicidio, si trasforma ben presto in un complotto politico che minaccia l’Italia. I due detective, con l’aiuto di una giovane ragazza, faranno di tutto per fermare una potente organizzazione e sventare la minaccia. La storia appare sin da subito avvincente, con buone premesse per una trama con un intrigo politico abbastanza complesso e una dose di azione che rende più vivace la narrazione. La parte “gialla” si mette in moto sin da subito, riuscendo a coinvolgere il lettore. Nel testo sono presenti riferimenti al primo libro dell’autore, ossia “La casa sul promontorio”, spiegando quindi che i protagonisti hanno già vissuto una precedente avventura insieme, ma non è consequenziale, per cui il lettore non va in confusione se non ha letto il libro (anzi, può essere un invito a leggerlo). La struttura narrativa assume le caratteristiche dei libri di Sir Arthur Conan Doyle, dove il dottor Watson scrive e descrive le gesta dell’investigatore Sherlock Holmes, dialogando direttamente con il lettore (in questo caso è Peppino che racconta la storia e si rivolge al pubblico). Lo stile dell’autore è semplice e a tratti ironico, il che rende gradevole e scorrevole la lettura.
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