La cura di sé stessi e di altri come te. Si crea, spesso, una complicità tra le persone che si incontrano con gli stessi problemi esistenziali. Un aiuto importante per andare avanti e vincere l’angoscia che un individuo ha quando viene colpito da un tumore.
La cura
Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.
«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio».
Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.
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Anno edizione:2026
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Antonella 06 ottobre 2026Profondo
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Antonella 04 ottobre 2026Un canto intimo e corale sulla fragilità umana e sulla salvezza che passa attraverso i gesti degli altri
Questo romanzo non è un diario clinico della malattia. È piuttosto una testimonianza luminosa che ribalta lo stereotipo della "battaglia" contro il cancro. De Gregorio rifiuta la retorica dell'eroismo forzato e ci immerge nel "mondo di sotto" — quello in cui una diagnosi spegne improvvisamente la luce — per dimostrare che nessuno si salva da solo. Il racconto vive attraverso gli altri. Incontriamo Angelina, la "capobanda" delle pazienti; l'infermiere che canta la tua canzone preferita mentre ti inserisce un accesso venoso; e il Professore, un luminare calabrese che davanti al dolore parla in dialetto per consolare una madre
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Antonella 22 settembre 2026commovente
Scritto magnificamente, De Gregorio descrive in modo drammaticamente familiare la malattia oncologica dentro le mura di ospedale, in confronto diretto con le altre pazienti come lei. Esperienza diretta e personale
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