Raskol'nikov è un giovane ex studente che vive in condizioni di estrema povertà a Pietroburgo. Convinto che esistano uomini superiori, capaci di oltrepassare la morale comune in nome di uno scopo più grande, decide di mettere alla prova la propria teoria uccidendo una vecchia usuraia. Dopo il delitto, però, ogni certezza crolla: al posto della lucidità arrivano febbre, paranoia, sogni e impulsi autodistruttivi. Dostoevskij parte da un omicidio e costruisce qualcosa che, per molti versi, sembra un crime psicologico moderno scritto nel 1800. La preparazione del delitto, la sua esecuzione e tutto ciò che ne consegue hanno una tensione sorprendente. La punizione più dura per Raskol'nikov non arriva dalla giustizia degli uomini, ma da se stesso. La sua teoria si scontra con una realtà molto meno razionale di quanto immaginasse e Dostoevskij usa questo conflitto per scandagliare l'animo umano. Intorno al nostro protagonista, c'è una Pietroburgo soffocante, quasi da incubo, popolata da personaggi segnati dalla miseria, dalla violenza, dall'alcolismo e dalla prostituzione. Attraverso queste storie, l’autore racconta e denuncia anche le contraddizioni sociali della propria epoca, prendendo spunto da problematiche e fatti di cronaca a lui contemporanei. Non ho mai avuto un rapporto particolarmente felice con la letteratura russa e anche qui i nomi, tra patronimici, diminutivi e soprannomi, mi hanno messa parecchio alla prova: una legenda dei personaggi sarebbe stata decisamente utile. Eppure, Delitto e castigo è riuscito a conquistarmi. Al di là dell'epoca in cui è stato scritto, parla di colpa e ossessione in modo ancora sorprendente.
Delitto e castigo
«Sono stato solo capace di uccidere. Anzi, ora si scopre che neanche di questo sono stato capace...»
Raskol'nikov è un giovane che è stato espulso dall'università e che uccide una vecchia usuraia per un'idea, per affermare la propria libertà e per dimostrare di essere superiore agli uomini comuni e alla loro morale. Una volta compiuto l'omicidio, però, scopre di essere governato non dalla logica, ma dal caso, dalla malattia, dall'irrazionale che affiora nei sogni e negli impulsi autodistruttivi. Si lancia cosí in allucinati vagabondaggi, percorrendo una Pietroburgo afosa e opprimente, una città-incubo popolata da reietti, da carnefici e vittime con cui è costretto a scontrarsi e a dialogare, alla disperata ricerca di una via d'uscita. Nuova traduzione di Emanuela Guercetti. Prefazione di Natalia Ginzburg e saggio introduttivo di Leonid Grossman.
-
Autore:
-
Traduttore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2014
-
Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
Pagine_e_inchiostro 01 settembre 2026Delitto e castigo
-
Raffaele 05 agosto 2026Capolavori
È Dostoevskij, c'è poco da aggiungere. Un classico che va assaporato pagina dopo pagina. Da leggere.
-
Annabella 13 aprile 2026ARTIFICIOSO
SONO UNA FAN DEI RUSSI. QUESTO E' UN CLASSICONE MA DAVVERO TROPPO POCO SCORREVOLE. TUTTO SOMMATO DA LEGGERE MA DI DOSTOEVSKIJ C'E' DI MEGLIO.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it