Questo libro fa un excursus nel mondo della scuola con un modo di raccontare mai noioso, ma sempre piacevole e avvincente. Quando da un alunno non proprio modello nasce un modo di insegnare diverso da quello tradizionale.
L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.
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Anno edizione:2008
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Enrico Mannucci 27 dicembre 2011
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Antonio Iossa 09 ottobre 2010
Essere dei bravi insegnanti non è facile... e sicuramente non dipende dai successi scolastici. Fare il buon insegnante significa fare bene il proprio mestiere, che è quello di non deludere i ragazzi che ti stanno ad ascoltare. E chi meglio di un cattivo studente conosce i disagi degli studenti mediocri? Pennac ci racconta la sua esperienza di studente asino.
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ALFONSO DI MARO 05 maggio 2008
Leggere di questi tempi un libro sulla scuola che non parli dei problemi della scuola che cambia nella società che cambia è un'esperienza rara e, già solo per questo, piacevole. Lo scrittore Pennac si e ci pone un interrogativo inquietante: come comportarsi nei confronti dello studente "somaro"? La mia risposta sarebbe: "cacciando fuori dalla scuola (di ogni ordine e grado) tutti gli insegnanti somari". Ma vi consiglio di leggere cosa ne pensa in proposito il professor Pennacchioni...si legge d'un fiato e lo si rilegge con maggior piacere.
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