Ho comprato questo libro dopo aver visto il film ed onestamente è stato un po' una delusione. Non perché non sia interessante o non sia scritto bene ma semplicemente perché... è un saggio non un romanzo! Da ciò deriva che nella prima parte può risultare un po' noioso e molto tecnico, dopo invece migliora notevolmente. Ciò premesso di certo l'argomento è senz'altro molto interessante e l'autrice ha fatto un ottimo lavoro di raccolta di documentazione e di testimonianze dirette.
Se John Glenn ha orbitato intorno alla terra e Neil Armstrong è stato il primo uomo a camminare sulla luna, parte del merito va anche alle scienziate della NASA che negli anni Quaranta elaborarono i calcoli matematici che avrebbero permesso a razzi e astronauti di partire alla conquista dello spazio. Tra loro c'era anche un gruppo di donne afroamericane di eccezionale talento, originariamente relegate a insegnare matematica nelle scuole pubbliche "per neri" del profondo Sud degli Stati Uniti. Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden furono chiamate in servizio durante la Seconda guerra mondiale a causa della carenza di personale maschile, quando l'industria aeronautica americana aveva un disperato bisogno di esperti con le giuste competenze. Tutto a un tratto a queste brillanti matematiche e fisiche si presentava l'occasione di ottenere un lavoro all'altezza della loro preparazione, una chiamata a cui risposero lasciando le proprie vite per trasferirsi a Hampton, in Virginia, ed entrare nell'affascinante mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory. E il loro contributo, benché le leggi sulla segregazione razziale imponessero loro di non mescolarsi alle colleghe bianche, si rivelò determinante per raggiungere l'obiettivo a cui l'America aspirava: battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Sullo sfondo della lotta per i diritti civili e della corsa allo spazio, "Il diritto di contare" segue la carriera di queste quattro donne per quasi trent'anni, durante i quali hanno affrontato sfide, forgiato alleanze e cambiato, insieme alle proprie esistenze, anche il futuro del loro Paese.
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Anno edizione:2017
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FABIOLA PETRENGA 29 novembre 2017
Mi sono approcciata al libro dopo la visione del film omonimo. Non mi aspettavo ciò che ho letto; pesavo di aver a che fare con un romanzo storico e invece è una storiografia. La storia è avvincente, come si possono non amare le vicende di un gruppo di donne che hanno contribuito a rivoluzionare il mondo?, ma lo stile o la scelta di come scrivere il libro, è alquanto confusionario. Non si sofferma su pochi personaggi, ma sulla moltitudine e, facendo ciò, ci si distrae facilmente, ci si perde tra i mille nomi e storie. La lettura non è molto scorrevole, ho faticato tantissimo a finirlo.
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Il diritto di contare è una storia di grande impatto, una storia avvincente di uguaglianza, emancipazione e immensa forza di volontà. E' un racconto che testimonia la forza, l'intelligenza e la tenacia delle donne. In un periodo storico in cui la segregazione razziale era una triste realtà quotidiana, 3 donne di colore con la sola forza delle loro idee, conoscenze e competenze, contribuiscono al raggiungimento di obbiettivi importanti per l'intera nazione. E' una storia vera e con tutta la potenza delle storie vere ti lascia senza parole, senza fiato, incollata a quelle pagine.
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