Con uno stile fluido, ma ricercato, Claudio Pulicati, nella sua seconda opera “Dove eravamo rimasti?” ci accompagna con leggerezza ed ironia in quello che era il modo di vivere, di pensare e di considerare la vita nella seconda metà del secolo scorso, dagli anni ’50 in poi, con riferimenti particolari a Roma che, forse in quanto capitale d’Italia o per i suoi particolari trascorsi, si discosta e si evidenzia dal resto del nostro Bel Paese. Nel suo raccontare e raccontarsi, toccando vari aspetti del nostro quotidiano come il bar di quartiere, la trattoria abituale, il giornalaio, i giochi con le bilie colorate, tanto per citarne solo alcuni, Claudio Pulicati ha saputo, anche con arguti parallelismi, suscitare in me spontanei sorrisi e far vibrare le corde del mio cuore. Le sue parole mi hanno condotto, con delicatezza, in un periodo oramai lontano in cui il rispetto reciproco, la gentilezza e perché no, anche l’amore, erano scontati, o quasi, e frutto di una costante educazione da parte dei nostri genitori, nonni e zii. La lettura di “Dove eravamo rimasti?” suscita molteplici emozioni in coloro che sono nati nel periodo descritto, come me, e può rappresentare una interessantissima lezione di storia anche per tutte quelle persone venute al mondo diversi anni dopo che, nonostante la quasi istintiva propensione all’informatica, davanti ad un vecchio telefono con il numeratore a disco, rimangono interdette non sapendo assolutamente come utilizzarlo.
Dove eravamo rimasti?
Una galleria di ricordi, di esperienze vissute in gioventù, di riflessioni sui costumi passati e sulle abitudini di vita. Sullo sfondo Roma, la sua magia unica, un quartiere tra tutti, con i suoi visi conosciuti e i suoi luoghi celebri. In "Dove eravamo rimasti?" c'è un intero mondo raccontato, che Claudio Pulicati miscela come un "barman esperto della parola"; servendo di volta in volta ai lettori storie sulla musica, sul ballo, sulla passione per le figurine, sui giochi di strada, sugli scioglilingua, e naturalmente sull'amore. L'ultima parte poi è un tributo ai piatti tipici della cucina romana (casalinghi e non solo da "osteria"), dagli antipasti alle pastasciutte, dai secondi ai dolci, con tanto di ricettario, note storiche e poesie dei maggiori interpreti della tradizione popolare romanesca. Considerazioni serie e battute di spirito si alternano in un libro piacevole da leggere, che può essere sfogliato volendo anche per argomenti, e che stupirà ogni volta per la sua energia.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2016
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it