Džan. Anima
Considerato una delle opere più intense di Andrej Platonov, il romanzo anticipa la sensibilità ecologica di oggi e, con la sua lingua musicale, cattura l'irrisolvibile attrito fra progresso e identità, traducendo le speranze della rivoluzione in una sorta di rilettura poetica dei Vangeli e in un'altissima riflessione sulla condizione umana..
«Vai da loro adesso. Cerca quel popolo perduto.»«Andrò,» rispose Čagataev.»
“Džan” è una parola antica: indica l'anima, lo spirito vitale, ma è anche il nome con cui un popolo seminomade dell'Asia Centrale parla di sé: si definisce džan perché non possiede altro che la propria anima, il cuore nel petto. Nazar Čagataev è figlio di quel popolo e ora, dopo aver studiato a Mosca, torna nella terra d'origine con il compito di portarvi il socialismo, una nuova vita, e la salvezza. La natura lungo le rive dell'Amu-Dar'ja, l'incontro con cammelli e tartarughe, il canto degli uccelli e la voce dei viaggiatori accompagnano il cammino di Nazar e della sua gente tra le sabbie del Kara-Kum, in un pellegrinaggio che è anche una parabola sulla fede, la pietà e il sacrificio. Scritto nel 1935 e censurato per decenni, Džan viene pubblicato in Russia per la prima volta in forma integrale solo nel 1999.
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Collana:
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
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