(Asheville, Carolina del Nord, 1900 - Baltimora 1938) scrittore statunitense. Figlio di uno scalpellino e di un’affittacamere, si laureò a Harvard e nutrì l’ambizione di affermarsi come drammaturgo, vocazione frustrata ma che lasciò tracce nella sua opera narrativa. Il primo romanzo, Angelo, guarda il passato (Look homeward angel, 1929), che reca il significativo sottotitolo Storia di una vita sepolta, fu pubblicato grazie all’intervento di M. Perkins, uno dei più autorevoli consulenti editoriali del tempo, dopo lunghe discussioni con l’autore per mettere a punto un torrentizio e spesso disordinato manoscritto. Libro con forte accentuazione autobiografica, nervoso e lirico, satirico e patetico, narra la storia di una famiglia del Sud con l’ambizione di rappresentare, attraverso di essa, un periodo e un ambiente con i quali lo scrittore e il suo io gridato intrattengono un rapporto di odio e amore. Il romanzo ebbe accoglienze contrastanti, e venne attaccato soprattutto nel Sud, dove i lettori borghesi e tradizionalisti si sentivano diffamati. Il protagonista, Eugene Gant, ricompare nei successivi romanzi, come in una saga personale: Il fiume e il tempo (Of time and the river, 1935), La ragnatela e la roccia (The web and the rock, 1939), Non puoi tornare a casa (You can’t go home again, 1940), gli ultimi due usciti postumi. L’opera di W., di imponenti dimensioni narrative e di ambizioni epiche, rimaste in parte irrisolte, è da un lato una affascinante ricostruzione dei tempi e dei luoghi di origine dello scrittore, e dall’altro un tentativo, sia pure combattuto da tumultuose contraddizioni interiori, di trasfigurare nel mito l’America e gli americani. Caratteristica essenziale della narrativa di W. è la lirica esuberanza dello stile, talora declamatorio e incontrollato, che dà una voce di eloquenza whitmaniana alla sua neoromantica aspirazione verso il confluire del destino individuale nel cosmo.