Salwa Salem è stata una scrittrice e attivista palestinese. Rifugiata nella città di Nablus in Cisgiordania a causa del conflitto arabo-israeliano del 1948, trascorre la sua giovinezza in un clima culturale molto vivo. Ribelle ai ruoli di genere restrittivi della sua cultura, rifiuta l’imposizione della famiglia all’uso del mandìl. A quindici anni entra a far parte del partito Ba’ath, un partito laico e socialista che credeva nell’unità economica del mondo arabo. Si trasferisce a vivere in kuwait dal 1959 al 1966, insegnando letteratura in una scuola femminile, mentre studia filosofia all’Università di Damasco. Termina la sua vita in Italia dove sarà protagonista di un importante periodo di attivismo politico.
Tra i suoi titoli, Con il vento nei capelli (Giunti, 1993).