Questo romanzo ruota intorno alla ricerca di un legame primigenio con la patria e la graduale ricerca di un’identità smarrita e faticosamente riconquistata attraverso le tante storie individuali. Dal titolo stesso si evince che forse Eva, la protagonista, ha vissuto all'oscuro dai fatti piu' importanti che hanno segnato la vita di sua madre, della sua famiglia e della sua patria. Un fatto scatena il suo risveglio e da questo episodio in avanti, si snoda tutto il romanzo, che con il pretesto di rievocare storie familiari, fa continui excursus sulla storia dell'Alto Adige e della lenta costruzione della sua autonomia. Quando la parola Heimat compare per la prima volta, è in riferimento a un distacco: quello richiesto ai sudtirolesi nell’ottobre del 1939 quando, in seguito all’accordo tra Hitler e Mussolini gli abitanti di lingua tedesca furono invitati a scegliere fra due opzioni: 1) se abbandonare la loro comunità d’origine per ricostruirla altrove, nell’ allora Impero tedesco, 2) oppure se rimanere in Alto Adige, ed assimilarsi forzatamente al regime fascista in Italia. Tutto il romanzo si snoda attraverso una tensione fra senso di appartenenza e desiderio di libertà in cui si muovono i suoi personaggi. Hermann Huber, austriaco di nascita e spezzato dalla perdita identitaria; sua figlia Gerda, portatrice di una sapienza antica, che a dispetto delle continue privazioni, diviene l’archetipo di un senso sacro di appartenenza al territorio. E poi Eva, la bambina illegittima che l’amore materno ha salvato dall’umiliazione del pregiudizio, ma non da un futuro di adulta incompleta. Eva che è costretta a risvegliarsi per correre all’estremo opposto dell’Italia al capezzale di un uomo morente, l’unico che le abbia mai dato la certezza di un amore paterno. Se Gerda è la matrice della storia, sua figlia forse ne simboleggia la riconciliazione e l’incontro tra due mondi costretti a indietreggiare e ad affrontarsi, in una sinfonia incessante di voci, simboli, colori e suoni.
È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita, Eva la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, quando Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare.
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Brossura p.347 p. 9788804607847 Molto buono (Very Good) Minimi segni d'uso.
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Anno edizione:2011
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Julia Child 21 febbraio 2026Alla ricerca dell'Heimat
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Alberta Gennarelli 28 agosto 2018
Premetto che ho l'alto Adige nel cuore, quindi potrei essere di parte; ho letto questo libro con voracità, avevo bisogno di vedere velocemente l'evoluzione delle due storie parallele. Particolare, sono portate avanti in parallelo questi anni e gli anni della seconda guerra mondiale. Molto scorrevole. Bello, bello
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Eva dorme è principalmente un romanzo storico. La storia che racconta con estrema precisione e in modo molto ampio è quella che credo pochissimi italiani conoscano bene; quella della "parte tedesca" dell'Italia, il Trentino Alto Adige. Una storia antica e cruenta, colma di stragi, terrorismo, persecuzioni, ma che incredibilmente si studia poco o niente sui banchi di scuola. Una storia che vale la pena leggere, una scrittura molto interessante e dei momenti finali di una tenerezza struggente che valgono l'intero libro.
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