Libro molto scorrevole ed interessante. Mi ha ricordato la serie Netflix "Adolescence" per il ritmo della narattiva. Caratterizzazione dei personaggi poco profonda ma sicuramente un buon primo romanzo della Andreoli.
Un'ottima famiglia
Il libro che chiunque abbia una famiglia dovrebbe leggere.
«Ho capito che nascondere, allontanare lo sguardo non ti porta da nessuna parte e che se davvero vuoi aiutare qualcuno, devi cercare la verità senza paura e con serietà. Solo così puoi proteggerlo davvero.»
"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na". La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Gian Marco 26 agosto 2026Lettura scorrevole ed interessante
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Maria 04 luglio 2026Interessante
L’ ottima famiglia nel corso del racconto di Giulia non è più tale ……anzi la ragazza che aveva idealizzato quella famiglia di cui voleva farne parte a poco a poco capisce e reinterpreta i vari fatti quotidiani fino a vederli in maniera opposta. Analisi della famiglia perfetta all’apparenza ma squallida all’interno. Mi è piaciuto vedere come ogni cosa può essere letta in un un modo e nel suo contrario…
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renee86 11 giugno 2026primo romanzo
Primo romanzo dell'autrice dopo vari saggi. Seguo Stefania Andreoli soprattutto a Radio Deejay, è il suo primo libro che leggo poiché ho un limite nel leggere i saggi, lo consiglio a chi vuole leggere un romanzo veloce e riflessivo, che tramite questa grave vicenda ( un tentato omicidio) ci racconta uno spaccato di famiglia italiana, un'ottima famiglia come tante, con una falla che la distrugge.
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