Per fortuna ho già letto numerosi romanzi di Roth perchè altrimenti sarebbe risultato molto faticoso seguirlo, i suoi romanzi si intrecciano con la sua vita, anzi il confine fra la sua vita vera e i suoi romanzi è molto labile, o viceversa alcuni suoi romanzi hanno dato un corso particolare alla sua vita o l'hanno deviata o condizionata. Se da una parte non è il tipo di storia che mi aspettavo, o meglio non è il genere di narrazione a cui mi sono abituata con Roth, dall'altra l'ho trovato interessantissimo, a partire dal suo primo successo, Goodbye, Columbus, che suscitò le ire della comunità ebraica a Quando Lucy era buona riferito e ispirato (non lo sapevo) alla sua burrascosa vicenda personale con la prima moglie, che mi ha lasciata senza parole. Non consiglierei di iniziare a leggere Roth da questo, ma ritengo che possa almeno chiarire e al tempo stesso confondere maggiormente il lettore sulla complessa personalità di Roth, che sempre di più mi affascina e a tale proposito mi chiedo con una certa inquietudine se anch'io non sono quel tipo di donna che lui racconta di attrarre
I fatti. Autobiografia di un romanziere
Un forte esaurimento nervoso spinge Philip Roth a ricapitolare la propria vita. E, per la prima volta, lo fa in un testo apertamente autobiografico. Ma può un romanziere limitarsi a raccontare i fatti, nient’altro che i fatti?
Philip Roth invia una lettera a Nathan Zuckerman – protagonista di molti suoi libri e alter-ego per eccellenza – chiedendogli se valga la pena pubblicare il testo che gli allega. Sono pagine autobiografiche che l’autore di Pastorale americana ha scritto a seguito di una crisi emotiva ed esistenziale che lo ha condotto a un ripensamento tanto della sua letteratura, quanto della sua vita. L’autore si concentra su cinque snodi del suo percorso esistenziale: l’infanzia protetta e circondata dall’affetto dei genitori negli anni Trenta e Quaranta, l’educazione alla vita americana durante gli anni universitari, il tormentato rapporto con la persona piú arrabbiata del mondo («la ragazza dei miei sogni»), lo scontro con l’establishment ebraico seguito alla pubblicazione di Goodbye, Columbus, fino alla scoperta, negli scatenati anni Sessanta, del lato piú folle del suo talento che lo porterà a quel capolavoro che è Il lamento di Portnoy. I fatti è l’autobiografia non convenzionale di uno scrittore non convenzionale.
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paperback 203 9788806178956 Ottimo (Fine).
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Anno edizione:2013
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MARA VINCENZA SCROCCA 09 luglio 2014
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