Recensioni La felicità altrove

La felicità altrove di Rocco Arcuri
Animo complesso, gravato da timori talmente radicati da essere difficilmente cancellati, Rocco sin da piccolo sogna prevalentemente ciò che non può avere: nella nativa Farri, bambino, sogna di raggiungere il padre e il fratello a Milano; una volta qui, appena adolescente, desidera vivere il miracolo americano. A New York, infine, vive un'altalena di sentimenti che alternativamente lo spingono da una parte all'altra, senza riuscire a trovare in nessun luogo quella felicità che invece ha sempre avuto come scopo. Eccolo, allora, l'altrove di Arcuri: un luogo che in effetti, forse, non esiste; un non-luogo che, prima ancora di essere fisico, è morale, intimo. A dimostrazione che, se non si è felici dentro di sé, non lo si potrà essere in alcun posto. Che se il nostro percorso non è chiaro a noi, non potrà esserlo nemmeno la strada da fare.)
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