Le figlie del pittore di Emily Howes è un romanzo storico avvincente e intenso che racconta la vita delle figlie di Le figlie del pittore, Peggy e Molly Gainsborough, cresciute nell’Inghilterra del XVIII secolo tra campi, salotti e i colori dei ritratti del padre, il celebre pittore Thomas Gainsborough. Il cuore del libro è il legame profondo e complesso tra le sorelle: l’adorazione reciproca, la paura di perdere l’altra e la difficile lotta per la propria identità in una società che non perdona debolezze, soprattutto quando Molly inizia a mostrare segni di malessere mentale. La narrazione, arricchita da dettagli storici e psicologici, dipinge con delicatezza e realismo il mondo di allora, esplorando temi di amore, lealtà, sacrificio e il peso delle aspettative familiari e sociali. Il ritmo è coinvolgente e la prosa evocativa, con personaggi ben disegnati che riescono a restare dentro la mente del lettore anche dopo aver chiuso il libro. In definitiva, è una storia commovente e profonda che unisce arte, storia e introspezione, perfetta per chi ama romanzi storici ricchi di emozione e dettagli.
Le figlie del pittore
Un romanzo struggente e sontuoso. In Le figlie del pittore si intrecciano arte, follia e amore, in un’Inghilterra georgiana dove ogni pennellata può rivelare o nascondere un’anima perduta.
«Squisito come un dipinto di Gainsborough.» - Tracy Chevalier
Ipswich, 1759. Nella terra verde del Suffolk, il pittore Thomas Gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della città, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giù per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. Eppure Peggy a volte non capisce dove vada Molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. Molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. Dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. Ma quando la famiglia Gainsborough si trasferisce a Bath – nell’intima speranza di imbrigliare le eccentricità della figlia maggiore –, il segreto diventa sempre più difficile da nascondere. La grande città è un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia libertà: è fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e apprpriate amicizie. Le bambine ora sono ragazze da inserire al più presto in una società dove ogni passo falso può costare caro. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su Molly: l’istituto per i malati di mente. E quando l’amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, Peggy si troverà di fronte a una scelta estrema.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Francesca 10 marzo 2026lettura piacevole
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liberi leggendo blog 28 febbraio 2026
Emily Howes debutta con un romanzo ambizioso che mette a fuoco non tanto il genio di Thomas Gainsborough, quanto il destino delle sue due figlie, Molly e Peggy, condannate a un'indissolubilità che è al tempo stesso rifugio e prigione. La narrazione si apre a Ipswich nel 1759. Molly e Peggy sono descritte come "fantasmi gemelli", inseparabili compagne di giochi in una casa dove il colore è l'unica moneta corrente. Tuttavia, sotto la superficie idilliaca, si nasconde un'inquietudine profonda: Molly soffre di strane assenze, momenti in cui la sua mente sembra scivolare via, lasciandola immobile e vacua. Tocca a Peggy, la più giovane e lucida, farsi carico del peso della protezione, inventando scuse e nascondendo la verità a una madre consumata dall'ansia e a un padre troppo immerso nei suoi paesaggi per vedere davvero. Il passaggio dalla libertà selvaggia del Suffolk alle rigide convenzioni di Bath segna il punto di rottura del romanzo. Qui, le ragazze devono trasformarsi in giovani donne da inserire in società. Ma come può Peggy proteggere Molly quando ogni errore è sotto gli occhi di tutti? La minaccia del manicomio, un luogo di orrori innominabili nel XVIII secolo, incombe come una scure sulla famiglia. La tensione cresce, alimentata dal segreto e dalla paura, raggiungendo il culmine quando l'amore, quello che dovrebbe liberare, finisce per mettere Peggy di fronte a un bivio impossibile: la propria felicità o la salvezza della sorella. "Le figlie del pittore" eccelle nella ricostruzione storica e nella resa delle atmosfere. La prosa di Howes è densa, quasi tattile, capace di far sentire l'odore della trementina e la pesantezza delle vesti settecentesche. Tuttavia, la trama fatica a mantenere un ritmo costante. Se la prima parte è evocativa e potente, lo sviluppo centrale tende a ripiegarsi eccessivamente su se stesso, con ripetizioni che rallentano la narrazione. Continua sul blog...
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