Il fondo del sacco
«Io a Cavergno sono tornato proprio per quel ricordo…». Al ritorno a casa, Gori non ritroverà niente di quel che aveva lasciato. Il fondo del sacco racconta il fallimento di un’illusione collettiva: l’illusione, nutrita sin dall’Ottocento da migliaia di emigranti ticinesi, di trovare fortuna oltreoceano. Attraverso l’infelice vicenda del giovane «minchione» Gori, emerge uno spaccato della vita «agra» di una valle alpina, tra amarezza e pietas. E nella distanza, il ricordo del paese perduto che assume una dimensione mitica. Il fondo del sacco utilizza una lingua aderente al parlato, guardando a modelli illustri quali Fenoglio e Pavese. È stato pubblicato per la prima volta nel 1970, subito accolto con entusiasmo dalla critica e dai lettori; da allora è sicuramente il libro più letto dai ticinesi, sicché se ne può ormai parlare come di un vero e proprio classico del nostro Novecento.
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Anno edizione:2024
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