Il forsennato e disperato peregrinare di Tunda dopo la fine della guerra alla ricerca, illusoria, di un luogo ove sentirsi a casa ma soprattutto al tentativo di ritrovare se stesso. Terribimente amaro
Fuga senza fine
Franz Tunda, ufficiale asburgico, nel 1916 viene catturato dall'esercito russo e, dopo una mirabolante fuga nella cornice della steppa siberiana, acquisisce una falsa identità, arrivando a sperimentare, per amore di una giovane donna, le esaltanti lotte rivoluzionarie nelle fila dell'Armata Rossa e i primi anni del governo sovietico. Ma Tunda non è destinato a fermarsi, la sua è una 'fuga senza fine', che lo conduce di nuovo a Vienna, poi a Berlino e Parigi. "Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso, né curioso di avventure. Un vento mi spinge e non ho timore di andare a fondo". Tra ricevimenti mondani, ritratti di donne di mirabile bellezza, frivole e inutili conversazioni, il protagonista percorre un viaggio che lo conduce verso il totale disfacimento, finché, ridotto ormai in miseria, si ritrova a vivere "dell'odore di marcio e nutrirsi di muffa, respirando la polvere di caseggiati fatiscenti e ascoltando, con rapita esaltazione, il tramestio dei tarli".
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Anno edizione:2019
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alessio 05 gennaio 2024
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