Un gioco da bambini - James G. Ballard - copertina
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Un gioco da bambini
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Descrizione


Nel 1988, nell'esclusiva e nuovissima residenza del villaggio di Pangbourne, pochi chilometri fuori Londra, si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti. Sono stati brutalmente uccisi nonostante i dispositivi di sicurezza e i loro tredici figli adolescenti sono scomparsi. Il delitto pare perfetto come il luogo in cui si è consumato, ed è durato solo pochi minuti. Nessuno sa come sia stato possibile e né riesce a immaginare il motivo. Ma forse la risposta si trova nel fatto che in una società totalmente sana, in un contesto di ricchezza e abbondanza, dove tutto è predefinito e organizzato per ottenere il massimo della felicità, l'unica via di scampo è la follia. E forse sotto l'apparente perfezione si cela una realtà ben diversa. Per risolvere lo sconcertante caso, la polizia chiede l'aiuto di un consulente psichiatrico, il dottor Richard Greville. E saranno le sue indagini a svelare uno scenario inquietante cui nessun vuol credere dal momento che si ipotizza la colpevolezza dei ragazzi.

Dettagli

1 giugno 2013
96 p., Brossura
Running wild
9788807882968

Valutazioni e recensioni

  • federica

    terzo ballard che leggo e, dopo la grande delusione che è stata ‘terra bruciata’, ‘un gioco da bambini’ riscatta l’autore breve, conciso dritto al punto come piace a me scrittura fluida, essenziale e giusta ai fini della trama in parte prevedibile e ampliabile sul finale, ma decisamente piacevole

  • lettere d’inchiostro
    distopico? si, grazie

    Si può voler fuggire al dispotismo di un amore iperprotettivo? In questo romanzo, che inserirei tra la narrativa distopica, lo psichiatra Richard Greville collabora con la polizia metropolitana per risolvere un efferato omicidio. Al Pangbourne Village vengono rinvenuti 32 cadaveri. Le vittime sono tutti residenti nel villaggio, tutte persone adulte, ma dei bambini, figli dei ricchi proprietari del villaggio, non vi è traccia. Greville indaga su certi rapporti familiari, estremi e malati, ma anche di come l’alienazione sociale e il disadattamento giovanile può influire in società apparentemente sane. L’”apparenza” ha un ruolo cruciale in tutta la storia. Tutto apparentemente andava bene in queste famiglie, tutto era vissuto in maniera apparentemente felice, eppure… Ballard racconta una ribellione non verso la crudeltà e i maltrattamenti, ma al dispotismo di un amore iperprotettivo, all’agiatezza di gabbie dorate, all’iper-organizzazione e iper-efficienza programmata, all’iper-controllo del villaggio di Pangbourne, che ricorda molto il “Grande fratello” di 1984 di George Orwell, blindato da sistemi di sorveglianza e telecamere di sicurezza.

  • Antonino

    Abbastanza deludente

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