Grande meraviglia è un libro che scuote le emozioni e le coscienze. Una presa per mano che lascia il lettore in attesa che qualcosa si salvi. Elba è un filo conduttore. Una bambina nata in manicomio da una madre troppo fragile per ribellarsi a una prigione che non ha scelto. Il suo cammino si lega a quello di Fausto Meraviglia, nuovo dottore del reparto in cui vive che appoggia la Legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi. Sopravvivere in un posto che non ti appartiene non è facile. In fondo a nessuna delle persone lì dentro appartenevano i metodi e le modalità scelte per "aiutarli". Le motivazioni per essere internati erano talmente blande e prive di significato che oggi saremmo tranquillamente tutti ospiti di quelle sterili brandine aguzzine. È un libro sulla possibilità di salvarsi, senza riuscire a staccarsi però da un'identità che pur non essendo naturale comunque definisce ciò che si è. Fausto Meraviglia è imperfetto. Un marito infedele, un padre assente. Cerca di colmare le proprie mancanze accogliendo Elba in casa sua, riversando su di lei parole e azioni che la indeboliscono anziché rinforzarla. Perché i binari su cui viaggi non li ha scelti, qualcuno ce l' ha poggiata sopra e lei sente di stare per deragliare. Prima dell' impatto scende e si allontana da un esempio di padre che non ha mai avuto che rappresenta l' unica forma di amore paterno che conosce così come privazione di libertà. Questa storia fa riflettere su quanto spesso le nostre catene sono mentali, create per difendersi non si sa bene da chi o cosa. È un bel libro, scritto molto bene e con frasi stupende. Mi aspettavo maggiore attenzione al personaggio e perciò alla vita di Elba ma probabilmente il vero protagonista è Fausto Meraviglia. Mi è piaciuto anche se mi ha lasciato con qualche ma di troppo. Probabilmente sono semplicemente mie aspettative da lettrice.
Grande meraviglia
Libro vincitore del Premio Sila '49 - Letteratura
«L'amore è incomprensibile, una forma di pazzia».
Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza.
Dopo il successo internazionale de Il treno dei bambini e di Oliva Denaro, Grande meraviglia completa un'ideale trilogia del Novecento. In questo magnifico romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con l'uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dall'altro, per sentire di esistere.
Elba ha il nome di un fiume del Nord: è stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtà è un manicomio. Poi la madre è scomparsa e a lei non è rimasto che crescere, compilando il suo Diario dei malanni di mente, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dell’infermiera Gillette e di Nana la cana. Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finché un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, è quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima. Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: l’unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai è stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternità. Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che l’amore degli altri non dipende mai solo da noi. È questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.
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Anno edizione:2023
Grande Meraviglia
Coinvolgente e ricco di emozioni, Viola Ardone ci regala un terzo romanzo di formazione, questa volta ambientato alla fine degli anni ‘70: la legge Basaglia è appena entrata in vigore, ma i manicomi, a tutti gli effetti, esistono ancora. C’è chi persiste nel distribuire cattiveria gratuita in questi luoghi già pieni di dolore e c’è chi porta colore, gioia e meraviglia…. Un romanzo intenso e sfaccettato i cui protagonisti vi rimarranno nei pensieri.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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FEDERICA 10 agosto 2026Particolare
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Elisa 08 agosto 2026In
È il primo libro che leggo della Ardone, proposto al gruppo lettura e ho trovato la narrazione interessante e la scrittura fluida e ritmata Anche il tema dei manicomi è trattato in maniera delicata senza cadere nel pietismo toccando vari temi tra cui la condizione delle donne dell' epoca (siamo negli anni '70) e il tema della normalità. Da leggere
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Pippis12 25 luglio 2026Una grande meraviglia
La penna di Viola Ardone è meravigliosa. Continua libro dopo libro a trattare temi importanti in modo realistico e con una narrazione che ti spinge a leggere una pagina dopo l'altra
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