Ictus, medicina narrativa e pratiche di pedagogia della fragilità
Che cosa accade quando l’ictus irrompe nella vita di una persona e ne incrina parole, gesti, identità? E che cosa succede dopo, quando l’emergenza finisce e inizia il tempo più lungo e silenzioso della ricostruzione? Questo libro attraversa il confine tra clinica e vita vissuta, tra dati e narrazioni, tra riabilitazione e rinascita. Attraverso voci, esperienze e riflessioni, prende forma un racconto corale che restituisce dignità e complessità all’esperienza dell’ictus: non solo evento biologico, ma frattura esistenziale che interpella emozioni, relazioni, progettualità. Un progetto che è andato nelle scuole, coinvolgendo docenti attente e studentesse sensibili, che si sono impegnate in dialoghi nuovi, nel ruolo di chi, intervistando e ascoltando, fa spazio all’altro e non ritrae dalla relazione con biografie ferite. Ne emerge uno sguardo focalzzato sui percorsi riabilitativi, sui vuoti assistenziali, sulla forza delle reti familiari e associative, ma soprattutto sulla possibilità di trasformare la vulnerabilità in consapevolezza. La parola (perduta, cercata, riconquistata) diventa simbolo di un cammino che non cancella la ferita, ma la integra in una nuova forma di sé...
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Anno edizione:2026
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