Una scuola di lettori

Figli dello stesso cielo di Igiaba Scego

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Nell’ambito del progetto “Il Giovedì dell’Italiano”, gli studenti della classe Terza Media dell’Istituto Comprensivo S. Lucia Filippini di Montefiascone, anno scolastico 2025-2026, guidati dalla prof.ssa Renata Summo, hanno approfondito il tema del colonialismo italiano in Africa attraverso la lettura del romanzo Figli dello stesso cielo di Igiaba Scego. Nel mese di marzo, grazie alla collaborazione con Prima Effe la classe ha avuto anche l’opportunità di incontrare online l’autrice e di dialogare con lei, approfondendo i temi affrontati nel libro.

Igiaba incontra in sogno il nonno Omar, che non ha mai conosciuto ma solo visto in fotografia. Omar la porta in un viaggio lungo la storia per raccontarle cosa significava vivere nella Somalia sotto il colonialismo italiano, quello ottocentesco e imperialista e quello del ventennio fascista, e in che modo l'eredità razzista impregni ancora le nostre città e la nostra cultura.

Il progetto dei ragazzi

Igiaba Scego

Da questa esperienza è nato un percorso di scrittura creativa che ha trasformato il romanzo in una destinazione di un viaggio letterario immaginario tra Italia, Somalia e memoria.

Ispirandosi a Gianni Rodari e alla stessa Igiaba Scego, gli studenti hanno ideato una guida turistica per lettori in partenza, immaginando Figli dello stesso cielo come una meta da esplorare in un mondo fatto di storie, luoghi e immaginazione.

Di seguito trovate gli elaborati realizzati da quattro studenti-guida della classe, pensati per accompagnare i lettori alla scoperta di questo originale itinerario letterario.

Un viaggio verso un sogno

di Gioia Koceku

Salve, passeggeri, benvenuti in questo fantastico viaggio nel tempo, tornando a quando l'Italia aveva deciso di diventare grande andando a prendersi pezzi d'Africa.

Non è stata una gita. Si è trattato di navi cariche di soldati, fucili e dell'idea sbagliata che qualcuno valesse più di qualcun altro, anche a causa del diverso colore della pelle.

In mezzo a tutto questo emerge una figura molto importante, una persona che ci può aiutare a capire meglio: Igiaba Scego. Igiaba ci prenderà per mano, portandoci in Eritrea, Etiopia e Libia, territori in cui l'Italia ha esteso il proprio dominio, sfruttando risorse, imponendo la propria cultura e il proprio governo. Mostrandoci le ferite lasciate dal colonialismo italiano, Igiaba desidera raccontare la verità su ciò che è accaduto durante il periodo coloniale, senza nascondere sofferenze e ingiustizie, ma riconoscendo anche le connessioni umane che a volte si creano tra persone di culture diverse.

Non sarà un semplice viaggio, ma un sogno per fare i conti con il passato e costruire un futuro migliore, un futuro in cui le storie di tutti vengano ascoltate e rispettate, sottolineando l'importanza della memoria e dell'unità.

L'elemento centrale di questa esperienza sarà il sogno del nonno di Igiaba, che incarna la volontà di fare i conti con il passato. Non si tratta di dimenticare, ma di ricordare in modo costruttivo.

Siamo tutti diversi, ognuno con il proprio bagaglio, ma siamo tutti cittadini di un unico mondo.

E quel cielo che ci unisce non sembra così vasto e vuoto, ma pieno di stelle che ci indicano la direzione per non ripetere più gli stessi errori.

Vi consiglio di prepararvi: sarà una prova intensa per i vostri sentimenti. Prima di tutto, però, dovrete avere delle buone basi storiche e capire in quale contesto ci troviamo. È importantissimo. Non sarà solo un libro che racconta il colonialismo italiano, ma un percorso nella storia per promuovere i valori di uguaglianza, rispetto e comprensione reciproca.

Questo sogno è un appello a una memoria storica che riconosca le ferite ma, allo stesso tempo, promuova la guarigione e la riconciliazione. È un invito a comprendere che il colonialismo non è solo un evento storico, ma un fenomeno le cui conseguenze influenzano ancora oggi identità e relazioni sociali. Il messaggio fondamentale risiede proprio nel titolo, Figli dello stesso cielo. Questa potente metafora sottolinea l'uguaglianza fra tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro origine geografica o dal colore della loro pelle.

Il nonno che incontreremo nel nostro viaggio custodisce un desiderio come un tesoro: che un giorno qualcuno racconti tutta la verità. Vorrebbe che venisse alla luce, non per vendetta, ma perché il silenzio è come una nebbia che non fa vedere bene la strada. Ma il racconto non finisce nel buio. Verso la fine il tono cambierà. Il sogno del nonno si avvererà. Passeggeri, la verità è stata raccontata, il cerchio si chiude, o meglio, si chiuderà, lasciando una sensazione di pace.

Tutto questo sarà possibile grazie a Igiaba, la Rivelatrice.

Allora, siamo pronti per partire?

Un viaggio a Figli dello Stesso Cielo

di Emanuele Cevolo

Signore e signori,

benvenuti in questa visita guidata nel nuovo Paese, Figli dello stesso cielo, di cui è sindaca la scrittrice Igiaba Scego.

Appena scesi dal treno che ci ha portati in precedenza nella città di Rodari, troviamo la via principale, che si chiama Via della Camminata, dove Igiaba sognava di camminare con il suo nonno somalo. Infatti, alla fine di questa via, c'è una rotonda con due uscite: una conduce a Via Italiani Brava Gente, l'altra a Via della Somalia.

I luoghi da non perdere sono sicuramente queste due vie. Da Via della Somalia parte una strada secondaria che conduce a Via delle Colonie d'Italia e lì, al centro della piazza principale, si trova un monumento dedicato a tutti i crimini commessi dagli italiani contro i somali.

In Via Italiani Brava Gente ci sono molte case dipinte di verde, bianco e rosso. Gli abitanti che vivono lì sono persone ignare di ciò che è realmente accaduto in Somalia durante l'età coloniale. Per entrare in questa via dovrete esservi fatti un bel bagno di umiltà e di coscienza.

In Via della Somalia c'è una viuzza pedonale che si chiama Via Affetti e Nostalgia, dove si trovano monumenti dedicati alla sindaca e, quasi alla fine, una biblioteca che raccoglie anche i libri scritti da lei. Al suo interno c'è un grande volume intitolato Ricordi, un'autobiografia di Igiaba e della sua famiglia. Vi consiglio di visitarla perché è un luogo bellissimo, uno dei più antichi della città.

Consiglio questo viaggio sia agli adulti sia ai ragazzi che vogliano conoscere la verità su ciò che è successo in Somalia, e non solo quello che è riportato in molti libri di storia italiani o raccontato da chi continua a credere alla favoletta degli "italiani brava gente".

In viaggio con voi ci saranno anche Igiaba e suo nonno, che vi spiegheranno tutto ciò che è successo in quegli anni.

Vi consiglio di mettere nel vostro bagaglio una buona conoscenza dell'età coloniale, la voglia di scoprire cose nuove e tanto desiderio di imparare.

Vi aspetto per questo viaggio e dalla vostra guida turistica è tutto per oggi: ci rivediamo alla prossima tappa.

Ultimi posti rimasti

di Melissa Paolini

Ultimi posti rimasti! Per un viaggio di tre giorni a Figli dello stesso cielo, una bellissima città della regione Igiaba Scego!

Vi invitiamo a prendere parte a un'esperienza indimenticabile, un tuffo nella storia.

Questo è un viaggio consigliato a tutti coloro che vogliano partire last minute, perché è possibile decidere anche all'ultimo momento e tutto è compreso nel costo. Senza documenti particolari e con la sicurezza della formula tutto compreso, i biglietti potranno essere acquistati in tutte le librerie oppure sul nostro sito con il pacchetto Figli dello stesso cielo, al costo di soli 15 euro!

Se non vi avessi ancora convinti a partire con noi, vi darò tantissimi motivi per affrontare un viaggio che potrebbe cambiarvi.

Innanzitutto, non sarete soli: vi accompagneranno nostri colleghi e colleghe che si prenderanno cura di voi come dei genitori in questo breve ma intenso percorso.

Il primo accompagnatore sarà Omar, somalo, con una meravigliosa nipote, ma di lei parleremo più tardi.

Omar è un signore molto gentile ed è quello che qui ha più esperienza, visto che è nato e vissuto nella città di Igiaba Scego. È capace di far appassionare di storia anche un sassolino, grazie al suo modo di raccontarla, come se l'avesse vissuta sulla propria pelle.

Ma ora parliamo di lei. So che siete curiosi. La sua fantastica nipotina, che nonostante i suoi undici anni è molto più istruita di tanti di noi, anche di quelli che hanno diverse lauree. E questo è solo merito di suo nonno. Lei si chiama proprio come la regione dove vive insieme a lui: infatti si chiama Igiaba. È molto curiosa e per questo ci accompagna nella maggior parte dei nostri viaggi.

Magari quando avrà quarant'anni scriverà un libro su tutte le esperienze di suo nonno. Chissà...

Ma iniziamo a parlare di fatti concreti. Cosa farete se deciderete di partire con noi?

Il primo giorno, lo stesso dell'arrivo, non vi stresseremo troppo. Chi lo desidera potrà riposarsi nel resort di 191 pagine, per sentirsi come a casa propria; chi invece vorrà prendere il sole sarà accompagnato nel Mar delle Conoscenze Infinite, dove potrà abbronzarsi con degli splendidi sogni. Se vi chiedete in cosa consistano questi sogni, si tratta della possibilità di conoscere persone della vostra famiglia che, per vari motivi, non avete mai conosciuto.

Il secondo giorno visiteremo il Parco Nazionale del Colonialismo, dove Omar ci farà da guida, visto che quello è proprio il suo campo. Nel parco potrete osservare persone che hanno fatto del male ad altre trattandole come animali in gabbia, deportandole dalla Somalia e da altri luoghi fino a Torino, dove furono creati gli orrendi zoo umani. Purtroppo Omar li ha conosciuti da vicino, perché si è trovato dalla parte dei "cattivi", e per questo vive nel rimorso. Ciononostante, Omar è la prova vivente che l'uomo può sbagliare ma, se è intelligente, può capire i propri errori, pentirsi e cambiare strada.

L'ultimo giorno lo passerete come preferite. Se vi piace fare shopping, potrete acquistare anche prodotti tipici italiani, visto che la regione è stata ideata da una nostra concittadina.

Spero di avervi convinti a partire. Se vorrete farci compagnia, vi preghiamo di scrivere una recensione; altrimenti, ci vediamo al prossimo viaggio con ViaggioNeiLibri.

Il viaggio dei quattro paesaggi

di Riccardo Tarantello

Il luogo che state per scoprire è fantastico, uno di quei luoghi che vi segneranno per tutta la vita. Figli dello stesso cielo è un posto dove avrete la possibilità di esplorare paesaggi che forse non avevate mai preso veramente in considerazione e che cambieranno la vostra prospettiva sul mondo e sulla storia.

Figli dello stesso cielo, infatti, non è un luogo qualsiasi: durante il viaggio attraverseremo quattro paesaggi importanti.

I paesaggi da non perdere sono precisamente quattro: Nostalgia, Identità, Memoria e Colonialismo.

Partiamo dall'Identità, meta principale del viaggio, dove Igiaba Scego è una figura fondamentale.

Di origine somala, Igiaba ha il cuore diviso in due parti. Una delle persone che la lega maggiormente al suo Paese d'origine è il nonno Omar, che ha conosciuto solo attraverso i sogni e le fotografie. Il legame con lui è fortissimo: Omar le ha dato ispirazione grazie alla sua storia significativa, perché è colui che ha vissuto il colonialismo italiano in Somalia.

Figli dello stesso cielo è un luogo che parla anche di come il mondo sia cambiato in quel periodo. Attraverso i sogni in cui incontra il nonno Omar, Igiaba rivive i suoi ricordi, soprattutto quelli più dolorosi della guerra, comprendendo quanto essa faccia soffrire. Questo luogo di cui vi ho appena parlato è la Memoria.

Il Colonialismo, tappa fondamentale del percorso, racconta tutte le terribili azioni compiute durante il colonialismo italiano e il periodo fascista.

L'ultima tappa è la Nostalgia: quella che Omar ha trasmesso a sua nipote Igiaba attraverso tutti quei ricordi che continuano a inondarla.

I personaggi più importanti che incontrerete sono senz'altro Igiaba e Omar, che vi illustreranno tutto nel dettaglio.

Prima di partire vi consiglio di informarvi un po': guardate qualche documentario e cercate notizie sul colonialismo italiano in Somalia, almeno per capire meglio di cosa parla Igiaba.

Potrete incontrare emozioni come stupore, empatia, disprezzo verso l'Italia di allora e gratitudine per quello che avete oggi. Aspettatevi di essere colpiti dai sentimenti di Igiaba quando nei suoi sogni incontra suo nonno, da ciò che Omar ha sofferto e da quanto Igiaba risenta ancora oggi di quello che è successo.

Dovreste davvero partire per questa avventura, soprattutto per la storia che c'è dietro e per vedere un cambiamento in voi, naturalmente in senso positivo.

Portatevi un diario immaginario, ché le cose da scrivere sono veramente molte.

Io ci sono andato. E mi ha cambiato la vita.

Spero che partiate: fatelo per voi stessi.