Se dovessi descrivere cosa per me significa " emozionarsi" ,allora direi che Anna Stuart è l emblema dell'emozione. Il suo libro "l'infermiera di Auschwitz" non solo mi ha emozionata e commossa , ma mi ha fatto sentire una dei tanti numeri presenti nel campo di Auschwitz - Birkenau. Mi sono sentita amica diAna e Ester , come se io fossi una delle tante donne partorienti.La bellezza di questo libro, non è dovuta solo dalla forma stilistica e narrativa , ma soprattutto dalle descrizioni dettagliate e cruenti di una condizione brutale e disumana successo solo 86 anni fa. Possiamo davvero ritenerci così tanto lontani da quell'inferno? Questo libro mi ha dato modo di approfondire non solo le condizioni precarie della seconda guarda mondiale ,ma anche approfondire quella che era la vita di due superstiti: Ana e Ester , ispirate dalla storia di Stanisława Leszczyńska e sua figlia. Inoltre ,grazie a questo libro ,ho compreso come la speranza : in un epoca di sfruttamento, di orrore di inammissibili azioni , sia l'ultima a morire . La speranza tiene in vita le donne nel libro, ma soprattutto la solidarietà femminile -così rara al giorno d'oggi-un tempo aiutava alle donne a sostenersi ,anche negli ambienti più sporchi d luridi. Un libro dovrebbe donare emozioni forti , farti sentire protagonista del libro e non solo spettatore. Dovrebbe suscitare in te una morale alla fine e farti capire quanto è bello vivere , quanto siamo fortunati noi umani ad avere il dono della vita. Questo libro ha tutte queste caratteristiche. Non bastano parole per descrivere il talento di Anna Stuart, di riportare un fatto , una testimonianza, in una maniera così realistica quasi come se lei vivesse quegli anni di orrore. Infine dico grazie ad Ana e ad Ester, protagoniste del libro ,grazie per avermi fatta sentire vostra mica , grazie per aver aiutato bambini opponendovi ai Kapo.Grazie per aver portato un po' di umanità,dove di umano c'erano sol i corpi a terra morti . E non posso non ringraziare anche a Naomi per il suo ottimismo incoraggiante. Grazie a Mala per essere morta con onore , umiliando i tedeschi razzisti di un tempo. Grazie a Ester e a Filip, il quale amore sovrastava l odio e l' inferno. Il loro amore testimonia ,che non importa quanto due anime possano essere separate o allomtanate, perche l amore ,quello vero, vince ogni battaglia. Ma più di tutti ,grazie a te Anna Stuart, per aver pubblicato un libro che resterà nel mio cuore per sempre.
L'infermiera di Auschwitz
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Ad Auschwitz c’era l’ordine di uccidere i piccoli appena nati solo i più sani e belli venivano strappati alle madri ebree e dati in adozione a ricche famiglie tedesche. Ispirato all’incredibile e coraggiosa storia dell’ostetrica Stanislawa Leszczynska.
È il 1943 e Ana Kaminski varca i cancelli di ferro di Auschwitz accanto alla sua giovane amica Ester Pasternak, spinta dalla violenza brutale delle guardie naziste e quando le due raggiungono la prima fila, Ana dice di essere un'ostetrica, Ester la sua assistente. Una volta tatuate con il numero di riconoscimento dei prigionieri del campo, sono assegnate al capannone dove le donne incinte vengono fatte partorire. Mentre tiene in braccio un neonato venuto al mondo in quell'inferno, Ana si rende conto che il destino di tantissimi bambini potrebbe essere nelle sue mani, e giura a sé stessa che farà il possibile per salvarli. E così quando, pochi giorni dopo, le SS strappano a una madre la figlia, Ana è distrutta dal dolore, ma mentre consola la donna sconvolta, le viene in mente che forse potrebbe esserci un modo per preservare quel legame. In fondo, si dice che le guardie portino via i bambini più sani per affidarli alle famiglie tedesche, e si mormora che la guerra sia quasi finita... Ana, con un coraggio che neppure lei sapeva di avere, prende una decisione che cambierà la vita di centinaia di persone: lei ed Ester cominciano a tatuare di nascosto ogni neonato con lo stesso codice identificativo della madre, così che possano, un giorno, ritrovarsi. Ma proprio mentre il piano sembra stia funzionando, una mattina Ana si accorge che l'uniforme a righe di Ester sta cominciando ad andarle stretta...
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Autore:
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Anno edizione:2023
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Emanuela trudettino 23 febbraio 2026Il libro che rimarrà impresso nel mio cuore ❤️
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