Dalla trama sul retro sembra carino
In una Roma corrotta e tentacolare, dove potere, malavita e politica si intrecciano in un abbraccio mortale, l'imprenditore Ascanio Restelli è a un passo dalla candidatura a sindaco nonostante i troppi nemici. Ma Viola Ornaghi, inviata a intervistarlo, non si aspettava certo di ritrovarlo morto, con la gola tagliata e due buchi al posto degli occhi. Sconvolta, la giornalista perde il controllo e, in preda al panico, richiama l'ultimo numero sul cellulare: quello del collega Leo Malinverno. Scaltro, ironico e famoso per le sue inchieste scomode, Leo è l'uomo perfetto per proteggerla da un effetto domino letale. Coinvolto suo malgrado, affianca la polizia in un'indagine intricata che svela una rete criminale sempre più sfaccettata: testimoni che diventano protagonisti, innocenti condannati al posto dei colpevoli e segreti sepolti pronti a esplodere. Tra colpi di scena fulminanti, rivelazioni scioccanti e tradimenti imprevedibili, riuscirà Malinverno a risolvere il caso prima che le conseguenze possano rivelarsi fatali? Con "L'inganno dell'ippocastano" Mariano Sabatini dà l'avvio a una serie thriller noir con un protagonista indimenticabile.
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Edizione:2
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Anno edizione:2026
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Marzia Imparato 28 ottobre 2020
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in un panorama affollato, anzi affollatissimo l'ho trovato molto gradevole e coinvolgente, tant'è che ci ho messo due sere a leggerlo. Ma solo perché quando l'ho iniziato era tardissimo, circa le tre del mattino, e mi sono imposto un limite. La sera successiva non ho potuto fare a meno di farmi trascinare da quell'atmosfera di un mondo che non conoscevo ma che mi è diventato subito familiare e sono arrivato all'ultima pagina. Posso solo dire che la scrittura è scorrevole, la storia ti prende subito e non ci si annoia mai. Malinverno fa la sua sporca figura e, ne sono sicuro, lo rivedremo presto in un'altra storia. Almeno lo spero.
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LIVIA FRIGIOTTI 22 novembre 2016
Non ci inganna assolutamente Mariano Sabatini nel suo romanzo di esordio. Un giallo classico in una Roma moderna. Omicidio in apertura, investigazione, soluzione del caso. Ma la parte investigativa qui si fa più accattivante perché non è nelle mani del “solito” commissario, bensì nel sapiente ingegno di un giornalista di assalto della cronaca. Il personaggio di Malinverno è avvolgente e caldo, già nel nome così morbido da pronunciare e pieno di fascino (che torna facilmente alla memoria), che resta in mente a farti compagnia e a ricordarti che devi seguirlo fino alla fine. Non ci si può staccare dalla lettura, lo si vuole terminare il romanzo per sapere cosa succederà. Il lettore si trova ad affiancare Malinverno nella sua ricerca della verità. Lo affianca nel suo quotidiano e nelle sue passioni. Non manca mai buon cibo e buon vino. E il fascino vero è lui e lo sfoggia tra le pagine. Non è un personaggio troppo definito ma è facilmente immaginabile. Stuzzica la fantasia al punto giusto fino a poterlo visualizzare nella sua ricerca della verità e della soluzione. E’ un uomo dalle belle passioni, ironico, un uomo con una certa sensibilità e delicatezza, un uomo furbo, sa il fatto suo Malinverno. E allora come farselo scappare, come non leggerlo e come non seguirlo ovunque mentre corre in una Roma, affascinante, severa, dai tempi stretti. Raffinato scrittore ha una idea sua di come debba essere un romanzo. Una volta mi ha detto di aver scritto ciò che avrebbe voluto leggere in un giallo. Idea del tutto personale, ma ha avuto la capacità di trasferirla al lettore. La scrittura di Mariano Sabatini è scorrevole, veloce, rapida ma non esageratamente; sa far riflettere il suoi protagonisti e il lettore. E il lettore è, in tutto e per tutto, spettatore e può giocare con la sua fantasia. La lettura non è mai noiosa nonostante sia caratterizzata da una scrittura grammaticalmente attenta e ricercata, esce dal cliché dei romanzi di oggi dove il lessico è troppo legato al quotidiano. Ma resta pur sempre semplice e fruibile per chiunque, da appassionato, voglia incuriosirsi e leggerlo Essendo un esordio parecchie sfumature sembrano essere in embrione, danno il via a un seguito dove alcune cose sicuramente saranno approfondite. Il romanzo ha molti personaggi, forse a volte si fatica tra i nomi, ma la trama articolata necessita anche di queste presenze senza contorni definiti. I protagonisti alla fine nel romanzo sono tre. Malinverno, il commissario suo amico Jacopo Guerci (un po’ più defilato) e una giornalista, Viola Ornaghi, amica di Malinverno per la quale nutre un sentimento più articolato e profondo, di protezione, ma che per ora sembra solo sfiorato. Viola è il personaggio che in un certo senso da il via al romanzo ma dire altro tradirebbe troppo la trama. Leggete per sapere delle loro storie e delle loro vite, è l’unico modo per togliersi la curiosità e per capire cosa abbia creato e cosa stia tutt’ora creando l’autore.
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