Inquieto vivere è uno di quei libri che ti capitano per caso. Bussano alla porta e, se sei in vena, li fai entrare. Quando l’autore mi ha contattato su Instagram per farmi conoscere il suo, ero in vena. E l’ho letto. Mi capita di frequente di ricevere libri da persone che confidano nel passaparola sul web e i social per ottenere visibilità. Non ci vedo niente di male, anzi. Le migliori letture le ho trovate proprio così, non di certo tra le classifiche sugli scaffali in libreria. Andrea, tra l’altro, non credo avesse bisogno del mio sostegno. Questo suo primo lavoro ha già ottenuto un discreto successo da quando è uscito, un paio di anni fa, e non saranno la mia non-recensione e i miei quattro non-lettori ad agevolarne il percorso. Non si tratta di un romanzo, ma di una raccolta di poesie brevi, che è il motivo per cui le ho lette. Io non ho un buon rapporto con la poesia, almeno nella sua forma canonica, ammesso che ce ne sia una. Per me la poesia è il sapore di un trancio di salmone al forno o il suono della chitarra di Jimmy Page. Quando si tratta di versi, inciampo. La poesia di questo volume è però una specie di narrativa in versi, una poesia moderna forse, versi che si leggono come fossero prosa, frasi che rappresentano pensieri compiuti, riflessioni che, oltre ad essere ben scritte, appaiono profonde e sincere. Di quelle da sottolineare a matita. L’autore parla un po’ di tutto, dove tutto è la sua vita. Lo chiamano “il pompiere poeta”, perché quella è la sua professione, che sia il vigile del fuoco o lo scrittore. Ho apprezzato particolarmente più di una poesia in cui ricorda il padre e vari passaggi che esplorano il disagio della gente comune, osservata dalla strada o durante un intervento. Un secondo libro è uscito l’anno scorso. Stessa penna, stesso stile. Non so se e quando lo leggerò, anche perché non ce l’ho ancora. Ma gli auguro lo stesso successo del predecessore, tra un verso e l’altro, tra il passaparola, tra l’inquieto vivere.
Inquieto vivere
"In questo primo libro di Andrea Bindi i linguaggi si fondono, dando vita ad un nuovo tipo di poesia. Una forma di poesia "paratattica" come è stata definita da qualcuno, una meta-narrativa che ha come oggetto la vita di ogni giorno. Il mondo del soccorso che l'autore conosce benissimo. Il disagio sociale e l'abbandono. Fino ad arrivare agli omaggi alla musica rock di Grignani o Bruce Springsteen e ai personaggi unici di una provincia italiana che non c'è più. Un linguaggio nuovo, che riempie un vuoto, facile da comprendere e impossibile da dimenticare."
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2024
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In commercio dal:20 luglio 2024
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Topper Harley 13 marzo 2026Non-recensione dal blog topperharley.com
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Jodie7 03 novembre 2024Un viaggio
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