Intanto, altrove...
Nella realtà non bisogna mai umanizzare i cani (e neppure i gatti), perché apparteniamo a specie diverse che hanno sì qualcosa in comune, ma non più di tanto. L'etologia ci dice come funziona la loro mente, la psicologia animale ci parla anche delle loro emozioni, ma ecco, pensare che le vivano come noi, che diano loro il nostro stesso valore, che siano formate della stessa sostanza delle nostre, no. Poi certo tutti noi proprietari di cani (e di gatti) andiamo di fantasia, spesso e volentieri, perché i loro occhi, certe espressioni, le interpretiamo partendo dalle nostre, le troviamo corrispondenti alle nostre. Però i cani sono creature più semplici di noi, più dirette e quindi la maggior parte dei ragionamenti che applichiamo su di noi per capire determinate situazioni e/o comportamenti non hanno senso se applicati a loro. La stessa cosa vale per i gatti. I loro comportamenti non sono mai viziati da malignità, cattiveria, gelosia, invidia, come spesso sono invece i nostri. Tutto questo nella realtà. Altro nelle favole, lì possiamo immaginare tutto. E questo libro è una favola. D'amore e di riconoscenza verso creature magnifiche: i cani e pure i gatti.
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Anno edizione:2022
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In commercio dal:9 marzo 2022
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