Soldati, giovanissimi e analfabeti. Questo è l’identikit dei cinque protagonisti che si muovono tra le pagine di questo romanzo di Hubert Mingarelli. Siamo nel 1919 durante la guerra civile russa. Benia, io narrante, e i suoi compagni (Sifra, Pavel, Kyabine ed Evdokim) sono commilitoni dell’Armata Rossa e combattenti sul fronte galiziano¹. La maggior parte del romanzo si concentra durante la tregua dal combattimento. Si tenta di sopravvivere al freddo e agli stenti dell’implacabile inverno continentale, sperando nell’arrivo di un clima più mite. In primavera, invece, i protagonisti si trovano a occupare il tempo giocando a dadi, nuotando, cacciando e scherzando tra loro. Il centro della scena è uno stagno, che Pavel scopre nei boschi vicino al loro accampamento. E’ un luogo dove possono fuggire dallo stress della guerra, aspettando che il loro battaglione riprenda la marcia e l'inevitabile ripresa della violenza. In una prosa semplice, scarna e diretta ma, nonostante questo, emotivamente toccante, Hubert Mingarelli attraverso immagini vividissime, che ti trasportano lì dove tutto si svolge, narra abilmente una storia di cameratismo e fratellanza tra uomini in combattimento. Lo sconforto fisico e morale, che pur traspare, lascia spazio ai dialoghi che accompagnano i riti quotidiani o i rari momenti di felicità. Lo scrittore, lontano dallo schierarsi politicamente, ha la capacità di immedesimarsi a tal punto nei suoi personaggi, che si prova empatia per il sacrificio di queste giovani vite. Nonostante sia un romanzo pacato ma, a suo modo, accorato e commovente, i lettori potrebbero rimaner delusi dalla staticità dell’azione. Non è, infatti, la classica narrazione di guerra ma, come il successivo “Un pasto in inverno”, secondo me migliore, un’opera in cui l’aspetto emotivo e psicologico dei personaggi è notevolmente più importante delle operazioni militari. ¹ La Galizia è una regione storica dell’Europa centrale divisa tra la Russia e la Polonia. Per leggere passi dal libro ---> https://vitechesonolatua.wordpress.com/2020/11/15/hubert-mingarelli-un-inverno-nella-foresta/
Un inverno nella foresta
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Quattro soldati che hanno disertato l'Armata Rossa, trascorrono nella foresta un inverno terribile, nell'anno 1919. Lungo racconto in cui lo sconforto fisico e morale conta meno dei dialoghi che accompagnano i pochi riti quotidiani o la felicità dei bei momenti: una partita a dadi in cui si vince una presa di tabacco, il bagno nello stagno, l'invenzione di una stufa che scalda la tenda... Benia, Sifra, Pavei e Kyabine sono giovanissimi, ma a loro si unisce Evdokim, un ragazzino ancora più giovane, arruolatosi volontario, la cui presenza illumina i quattro soldati perché sembra il solo a sapere scrivere.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2006
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Francesca Colantoni 17 dicembre 2020
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