La lepre non ha un nome. Giusto, perché quando assegni un nome affermi un'idea di possesso, cioè di dominio. Perché una cosa è salvare un cucciolo dalla morte, una cosa è impossessarsene. L'autrice è , fin dall'inizio della sua avventura, molto attenta e prudente. Esita davanti al primo soccorso, perché sa che un cucciolo selvatico non va toccato : se ne compromette la possibilità di essere riconosciuto dalla madre. Se ne corrompe l'identità. I dubbi, le preoccupazioni, gli errori, i successi, le gioe , la passione, l'affetto segnano una narrazione elegante, fluida , perfetta nel suo equilibrio fra la chiarezza, la coerenza , la fantasia e i desideri. Una bellissima riflessione sul nostro ruolo nella Natura, sul nostro rapporto con gli altri animali, sulla nostra visione del paesaggio, del territorio. Del mondo. Mi è piaciuto tutto di questo libro lo stile, la costruzione del racconto ,la delicatezza , l'onestà e la consapevolezza dell'autrice. Arrivare all'ultima pagina è stato l'unico motivo di rammarico . Spero che Chloe Dalton abbia un vita lunga e felice e che scriva ancora... Leggerò tutto di Lei, anche la lista della spesa.
Io e la lepre
Un’intensa e sorprendente meditazione su libertà, istinto e connessione con la natura, attraverso l’incredibile legame tra una donna e una lepre selvatica.
«Una donna che si è presa il tempo di riconnettersi con la natura e con la parte selvaggia di sé. Un libro bellissimo.» - Angelina Jolie
Nulla sembra poter accadere, nel cuore di un gelido inverno. La campagna è muta, sommersa dalla neve, le ragnatele congelate sui cespugli, i tronchi incrostati di brina. Eppure qualcosa, tra il folto dell’erba e al riparo dagli sguardi, accade. È in un giorno d’inverno che Chloe Dalton, professionista in fuga dall’ormai insopportabile frenesia di Londra, si prepara a una lunga passeggiata. E in quel giorno, proprio come nei romanzi, la sua vita cambia per sempre. Lungo il sentiero, un leprotto neonato, non più grande di un palmo, il manto color cioccolato indistinguibile dalla chiazza di nuda terra. L’istinto di sollevarlo per porlo al riparo dai predatori è immediato, così come la paura di procurargli un danno irreversibile, sia pur nel tentativo di salvarlo. E tuttavia quell’atto incerto è un inizio. Nel nutrire il leprotto, predisporgli un ambiente adatto, informarsi sulle abitudini di questa creatura tenacemente selvatica, il desiderio di Chloe non è di addomesticarlo, ma di essere al contrario il meno presente possibile, di lasciare all’animale tutta la sua libertà. E così, man mano che grazie a lei il cucciolo cresce e dispiega le sue virtù, Chloe impara a superare con la stessa pacata fermezza le proprie difficoltà. Donna e lepre si trovano coinvolte in un affetto quieto e ostinato, che da loro irradia verso tutte le silenziose meraviglie del mondo naturale: l’incanto della vita che noi non sentiamo e non vediamo più. Lirico ma mai sentimentale, Io e la lepre è memoir, storia naturale e manifesto per l’ambiente: un invito a creare una relazione di attenzione e rispetto fra gli esseri umani, la natura e tutte le creature che la abitano. Per non essere in mezzo a loro soltanto il più rumoroso – e prepotente – degli esemplari.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2026
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Gloria 23 maggio 2026No name
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