Io madre mai - Donata Carelli - copertina
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Io madre mai
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18,90 €
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Descrizione

Un romanzo che è un grido gentile per rivendicare la possibilità di una scelta diversa, per sé e per chiunque voglia farla.


Ho lottato contro quella sensazione di inadeguatezza che mi feriva in una zona inesplorata nel profondo, perché mi mancavano le parole e gli argomenti, perché il costume diffuso mi lasciava frastornata. Per la prima volta, non ero poi così certa di stare andando nella direzione giusta, se tutti ne indicavano un'altra. Ma chi decide quale sia il traguardo di una donna felice? Nata a Sabaudia agli inizi degli anni '70, Donata fin da bambina si sente diversa dalle sue coetanee che collezionano borsette e passeggini, in una mimesi del mondo degli adulti che lei rifiuta fermamente, tanto da implorare la madre di aiutarla a non crescere mai. E in ogni fase della crescita, avvicinandosi all'età in cui una donna deve iniziare un certo tipo di percorso, emerge in lei un desiderio di non star dentro ai binari, non rispondere alle aspettative che la sua famiglia, gli amici e la società serbano nei suoi confronti. Bloccata in un'eterna pausa di riflessione, Donata una certezza ce l'ha, e la difende con fermezza: non vuole diventare madre, pur amando moltissimo i suoi studenti e i ragazzi in generale, non vuole essere definita da un ruolo che altri hanno deciso per lei. E, soprattutto, non vuole più giustificarsi davanti al mondo.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Libreria Internazionale Romagnosi snc
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Dettagli

240 p., Brossura
9788856690743

Valutazioni e recensioni

  • Stefania
    Romanzo ben scritto e strutturato

    La frase “non sarò mai madre” , ad una prima lettura trasmette la convinzione di una donna che sente di non essere portata per la maternità. Legittimo e condivisibile, discutibile e opinabile. In realtà, come spesso accade, le cose non hanno mai un solo lato, le accezioni possono essere molteplici e, a volte, dietro una semplice frase si nasconde un mondo complesso. E’ il caso di questo scritto autobiografico: il racconto sincero di una donna che rivela le sue convinzioni, le sue esperienze di vita e il suo percorso di crescita. Una donna comune, uguale a tante altre, eppure unica, diversa, in virtù delle sue qualità, dei suoi pregi, dei suoi difetti, delle sue debolezze e indecisioni. Un percorso di vita che non risparmia dolori e momenti di difficoltà, periodi di solitudine e altri gioiosi. Una famiglia presente, un lavoro appagante, affetti, amici e amori. E allora, qual è l’eccezionalità di questo libro? Nessuna, non vi è niente di fenomenale, c’è la vita, che è sempre meravigliosa e speciale l’essenziale sta tutto nel messaggio che trasmette Raccontare la quotidianità è di vitale importanza, per chi scrive e per chi legge. Fa sentire meno soli, fa capire che ciò che ci accade non è né strano né insormontabile, che le nostre debolezze e i nostri punti di forza ci accomunano a tante altre persone. Questa lettura insegna che è bello condividere e confidare, che la vita alterna momenti difficili a periodi di felicità, che è bello sognare e che dobbiamo lottare per le nostre convinzioni. E che MAI è una parola come le altre. Ben scritto e strutturato - dal taglio giornalistico - si percepisce la cultura dell’autrice

  • liberi leggendo blog
    Una lettura toccante e illuminante

    Ci sono libri che sussurrano e altri che urlano, parole che scorrono come acqua e altre che incidono la pelle con la forza della loro verità. Io, madre mai di Donata Carelli è uno di quei romanzi che si insinua sottopelle, scuote le certezze, insinua il dubbio e costringe il lettore a guardare dentro di sé. È un romanzo coraggioso, una confessione senza filtri che scardina stereotipi e sfida le convenzioni più radicate sulla maternità, sulla libertà di scelta e sulla ricerca della propria identità. La protagonista ha vent’anni, una vita in divenire, due amiche che sono il suo rifugio nel caos dell’esistenza. Ma soprattutto ha una consapevolezza incrollabile: lei non vuole essere madre. Non è una scelta dettata dall’egoismo, né da un’infanzia difficile, né da un trauma irrisolto. È una scelta lucida, ponderata, una verità radicata nella sua essenza. Eppure, questa certezza si scontra con il mondo che la circonda. La società, la famiglia, gli amici, persino le sue stesse paure le fanno domande scomode: "E se un giorno te ne pentissi? Se restassi sola? Se non provassi mai l’amore più grande di tutti?". Domande che scavano, che la mettono in discussione, che la fanno vacillare nel momento stesso in cui cerca di costruire il suo futuro. Come può spiegare agli altri qualcosa che per lei è così chiaro? Come può dire che la sua felicità non passa necessariamente dalla maternità, che il sogno di una famiglia non è il suo sogno? Che esistono donne che possono amare senza desiderare figli, senza che questo le renda incomplete? Il romanzo è intriso di emozioni forti: dalle ansie e paure legate alla pressione sociale, alla sofferenza derivante dal sentirsi giudicata per una scelta così personale. L'autrice descrive con maestria questi sentimenti, rendendo il lettore partecipe delle sue esperienze e delle sue riflessioni più intime. Le sue parole risuonano come un inno alla libertà di scelta e al rispetto delle decisioni individuali. Continua sul blog...

  • FabrizioG
    Una lettura attenta e matura dei nostri tempi

    In questo libro l'autobiografia si fa storia, una di quelle da leggere d'un fiato per riflettere sulle nostre fragilità e trovare gli strumenti giusti - o semplicemente la spinta - per reagire alla brutalità che spesso caratterizza tradizioni, dogmi e pressioni sociali. L'autrice affronta il tema della maternità e dell'essere donna: lo fa mettendosi a nudo, raccontando la sua esperienza personale in una città di provincia, in una normale e tranquilla famiglia, in un momento storico (per niente passato!) in cui la procreazione diviene un obbligo sociale. Non fatevi ingannare dal titolo: questo testo non è per sole donne. Da uomo quarantenne (non sposato e non padre) l'ho apprezzato molto per la sincerità e la lucidità che si possono assaporare parola dopo parola. Durante la lettura ho riso (tanto), ho sofferto e mi sono anche un po' arrabbiato, ma alla fine ho compreso che quando si è se stessi, coerenti con il proprio sentire e ci si ama, si può avere il diritto di decidere e di scegliere. Una considerazione che l'autrice sparge di pagina in pagina come a seminare un campo arato. Il suo punto di forza, al di là di una lettura attenta e matura della società italiana, è la semplicità della parola e la linearità della scrittura. Una scrittura che avvolge e ti fa sentire a casa.

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