Io, Tina Modotti. Felice perché libera
Tina Modotti raccontata da Gérard Roero di Cortanze, autore pluripremiato, accompagnando la sua figura di luogo in luogo – dalla nascita in povertà estrema a Udine fino alla tomba, su cui è inciso un epitaffio scritto per lei da Pablo Neruda – e ricostruendo con acume e passione una vita travolgente.
«Vita tra rivoluzioni e attivismo di una artista capace di osare molto oltre i condizionamenti del suo tempo» - Fabio Gambaro, Robinson
Tina Modotti, fotografa tra le più importanti del Novecento, scelse sempre la libertà come premessa indispensabile alla felicità sin da quando, diciassettenne, attraversò l’Atlantico e gli Stati Uniti da sola per raggiungere suo padre in California. Lì divenne attrice di teatro e stella del cinema muto fino all’impegno militante, tra Berlino, Mosca e la Spagna in piena guerra civile, una vita di avventure che le avrebbe valso il soprannome di “Mata Hari del Comintern”.
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Anno edizione:2021
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