“L’isola nuda” è un romanzo storico che affonda le radici in una delle pagine più controverse e tragiche del Novecento balcanico: Goli Otok, l’isola-carcere voluta dal regime di Josip Broz Tito per internare i prigionieri politici nel dopoguerra. L’autrice intreccia la grande Storia con la vicenda privata della propria famiglia, costruendo una narrazione intensa in cui si fondono memoria, identità e trauma collettivo. Il romanzo attraversa la Seconda guerra mondiale e gli anni successivi, mostrando come le repressioni ideologiche abbiano inciso profondamente sulle vite individuali. La storia familiare diventa la lente attraverso cui osservare la trasformazione dell’ex Jugoslavia, Paese segnato da tensioni, epurazioni e silenzi forzati. Nel testo compare anche Ivo Lola Ribar, figura simbolo della resistenza jugoslava, caduto nel 1943. Il riferimento alla celebre lettera d’amore da lui indirizzata a Sloboda Trajković, documento storico tra i più noti della memoria resistenziale jugoslava, aggiunge un valore evocativo che lega la dimensione privata alla memoria collettiva. La narrazione spinge il lettore ad approfondire e documentarsi, trasformando il romanzo in una soglia verso la Storia reale, in un invito silenzioso ad andare più a fondo, oltre le sue pagine. Alternando rigore storico e coinvolgimento emotivo, le descrizioni di Goli Otok restituiscono con sobrietà la durezza della repressione. Al tempo stesso, il racconto conserva una dimensione intima che rende la lettura vibrante e profondamente umana. È un’opera di memoria che invita a riflettere sulle ferite lasciate dall’ideologia e sulla capacità dell’amore di resistere alla violenza del tempo.
L'isola nuda
Il lager croato di Goli Otok (l'Isola nuda, per via della sua vegetazione estremamente rada) è stato il campo di prigionia più vicino all'Europa occidentale: una vera e propria Kolyma del Mediterraneo. È lì che trovavano posto i criminali comuni dell'ex Jugoslavia assieme ai nemici politici di Tito; è lì che il padre di Dunja Badnjevic, Esref, ha passato anni di confino a causa del suo fervente internazionalismo in opposizione allo strappo del Maresciallo nei confronti dell'Urss; ed è da lì che la stessa Dunja è partita per un lungo viaggio letterario nella storia della sua famiglia (serbo-croata-bosniaca, quanto di più simbolico poteva esistere in terra jugoslava) e del suo paese, utilizzando i registri narrativi del romanzo e quelli documentaristici del diario, regalandoci un libro di rara intensità e spessore storico.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2020
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In commercio dal:29 ottobre 2020
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Angela 15 febbraio 2026
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Angela 09 febbraio 2026
"L'isola nuda" di Dunja Badnjevic è un'opera intensa e commovente che racconta la storia della famiglia dell'autrice, segnata dalle tragiche vicende dell'ex Jugoslavia di Tito. Il romanzo è caratterizzato da una narrazione a due voci, quella dell'autrice e quella del padre, che si intrecciano in un contrappunto emotivo e storico. Le due voci si alternano e si sovrappongono, creando un tessuto narrativo complesso e profondo, dove il passato e il presente si rifrangono l'uno nell'altro come in un gioco di specchi. Simbolo di resistenza e dignità, figura che rimane scolpita nel cuore, il padre dell'autrice, attaccato coraggiosamente agli ideali che lo hanno guidato nella vita, non si lascia piegare dalle atroci e indicibili torture finalizzate alla riabilitazione dei dissidenti politici a Goli Otok. La sua resistenza e la sua determinazione sono un esempio di come la forza dello spirito possa superare anche le più grandi sofferenze. La protagonista compie un viaggio a Goli Otok, oggi meta di turismo, alla ricerca del passato del padre. È un viaggio che si rivela un percorso di scoperta e di confronto con la Storia, dove la bellezza della Natura stride con l'orrore delle immagini che la mente cerca di ricostruire. È una scrittura cruda e senza compromessi, capace di evocare la brutalità e la sofferenza con una precisione chirurgica, senza mai indulgere in facili sentimentalismi o attenuazioni. Il libro è un monito contro l'oblio e la rimozione, un richiamo a non dimenticare le lezioni del passato, perché, mutatis mutandis, la storia si ripete, e le stesse dinamiche di potere e di oppressione possono ripresentarsi in forme diverse. Un'opera che invita a riflettere sulla memoria, sull'identità e sulla ricerca della verità, in un contesto dove le ferite del passato sono ancora aperte e dolorosamente vive, e le ombre continuano a stendersi oscure e minacciose sul nostro presente.
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