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Lettera al padre
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Lettera al padre - Franz Kafka - copertina
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Descrizione


Mai come nella "Lettera al padre", scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero", agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio diseredato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.
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Dettagli

22
2013
Tascabile
5 giugno 2013
95 p., Brossura
9788807900310

Valutazioni e recensioni

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Klark82
Recensioni: 5/5
Tutti i padri dovrebbero leggerla

L'incredibile lucidità che usa l'autore nel mettere nero su bianco le sue più grandi paure, frustrazioni e male di vivere rivolgendole direttamente al padre che in lui le ha generate è al di la dell'umano, difficilissimo da fare. Leggendo questa lettera sembra quasi che il rancore rabbioso, oggettivo e cinico dell'autore rivolto al padre esca fuori da ogni singola frase ed è come ricevere un pugno dritto nello stomaco e rimanere senza fiato. Una lettera forte che non si legge a cuor leggero.

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Viol
Recensioni: 5/5
bello!

molto breve, ma d'impatto!

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Recensioni: 4/5

Tutto ciò che Kafka rimprovera al padre è di essere stato duro, brutale con le sue punizioni e nei confronti della sua sensibilità. È una lettera mai spedita in cui si vede come tutte le richieste (di affetto, di attenzione, di pazienza) di un figlio a suo padre vengono respinte, negate per restare inascoltate. E la cosa che più ripete Kafka è che la sua intenzione è di farglielo sapere e di affrontare la questione per quello che ormai è (e non spedendo mai la lettera, si trasformerà il tutto in una illacrimata confessione), non per fargliene una colpa: perché essere cresciuto e vissuto, ed essere stato un tale padre, insomma essere stato sordo ma se stesso, non può essere una colpa. Il testo è corredato da una buonissima appendice su Kafka firmata da Georges Bataille.

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Franz Kafka

1883, Praga

Scrittore boemo di lingua tedesca. Figlio di un agiato commerciante ebreo, ebbe col padre un rapporto tormentoso, documentato nella drammatica "Lettera al padre" (1919). Il fidanzamento con Felice Bauer, interrotto, ripreso, poi definitivamente sciolto, la relazione con Dora Dymant, con cui convisse dal 1923, testimoniano l'angosciata ricerca di una stabilità sentimentale che non fu mai raggiunta. Intraprese lo studio della Giurisprudenza, si laureò nel 1906 e si impiegò in una compagnia di assicurazioni. Malato di tubercolosi, soggiornò per cure a Riva del Garda (1910-12), poi a Merano (1920) e, da ultimo, nel sanatorio di Kierling, presso Vienna, dove morì. Praga era, ai tempi, un vivace centro culturale e particolarmente viva era la presenza della cultura...

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