Libia 2012 - Alberto Molino - copertina
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Libia 2012
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Descrizione


Immaginiamo solo per un attimo che la crisi libica sia andata degenerando piuttosto che risolversi con i raids della Coalizione ONU e con l'intervento tempestivo dei ribelli. Aspettiamoci una risposta efficace dell'esercito regolare libico e quindi il gesto avventato di attaccare città siciliane con missili a lunga distanza (evento questo, simile a quello realmente accaduto nel 1986 presso le coste di Lampedusa). In un simile contesto, è facile che gli eventi deraglino ancor più di quanto si possa pensare e, sfortunatamente, per l'agrigentino giornalista professionista Saverio Salvemini, un uomo con la passione per la propria Beretta, il quale ci racconta la sua storia in prima persona, non faranno altro, questi, che andare di male in peggio. Le disavventure del siciliano cominciano con la morte, durante gli improvvisi attacchi in Sicilia, di moglie e figlia. Due mesi dopo, il reporter, tormentato dalla rabbia e dall'incapacità di non aver potuto fare nulla per salvare i propri cari, non avendo più niente da perdere nella propria vita ed accettando un lavoro come inviato speciale in Libia (uno dei pochi nel suo campo ad assumersi responsabilità del genere), si troverà coinvolto in eventi più grandi di lui, mentre chi gli sta accanto muore ineluttabilmente, in preda agli orrori della guerra. L'unico modo per salvarsi sarà quello di attenersi alle leggi di natura, alle leggi di sopravvivenza; anche il caso giocherà un ruolo fondamentale.

Dettagli

152 p., Brossura
9788867423149

Valutazioni e recensioni

  • Giuseppe Vale

    Semplicemente una storiella da tema di terza media lunga un centinaio di pagine, nelle quali non si salva neanche la lingua italiana; infatti oltre allo sconforto che arreca una trama priva di originalità e senso (suppongo che l'autore non abbia conoscenze adeguate circa la situazione socio-politica del nord africa) si aggiunge uno stile puerile, pesante, più adatto ad una produzione per una scuola media inferiore che per una pubblicazione. Attratto dalla recensione entusiasta mi sono fatto fregare, stolto io che mi sono fidato di due recensioni uguali firmate dallo stesso autore. Unica nota positiva è la carta: sono riuscito a sistemare un tavolo che barcollava da tempo.

  • Alberto Molino

    Nella memoria di ognuno di noi è piuttosto limpido il ricordo della guerra civile libica verificatasi nel 2011, le crude immagini di guerra che i telegiornali italiani trasmettevano in quel periodo e soprattutto la sensazione di angoscia che si creava nel cuore di ciascuno al solo pensiero che tutto questo potesse essere non fermato. Aggiungiamo, quindi, un "se" a quest’ultima frase: e se la crisi, in Libia, non fosse stata fermata? Se l’ONU non fosse riuscita ad intervenire e, ancor peggio, se la situazione fosse degenerata al punto da spingere l’esercito libico del leader Mu'ammar Gheddafi a muovere guerra contro l’Italia, attaccando alcune città siciliane? E se la risposta italiana fosse stata quella di mandare truppe in Libia per rispondere all’attacco così da evitarne altri? Queste sono le supposizioni che Alberto Molino, ragazzo catanese di soli vent'anni (nonché presidente dell'associazione culturale Voci di Corridoio, la quale edita la testata free press Voci di Città), si è posto nella sua testa e alle quali ha dato un’esaustiva risposta nel suo primo romanzo: Libia 2012. A vivere in questo clima di terrore è un giornalista siciliano: Saverio Salvemini, il quale, due mesi dopo aver perso moglie e figlia a causa degli attentati terroristici, decide di partire come inviato speciale in Libia con il preciso scopo di scoprire e raccontare al mondo la verità, non solo sulla guerra in cui si troverà coinvolto, ma soprattutto sulla vita. È così che la storia si districa tra continui ed improvvisi scontri a fuoco, ambientati nello scenario libico afflitto dalla guerra, in cui il temerario giornalista si vedrà trascinato al punto da dover usare la sua Beretta più di una volta per la salvaguardia della propria vita. In questo caos in cui l’intero mondo sembra sull’orlo di un terzo conflitto mondiale, Saverio vivrà un’avventura terrificante in cui vedrà ancora e ancora le persone accanto a lui andarsene a causa di una morte ingiusta, con la stessa velocità con cui erano entrate nella sua vita; ma saranno proprio questi atroci avvenimenti a fargli scoprire dopo diverse peripezie un terribile mistero che avrebbe potuto cambiare la Storia della nostra nazione. Questo racconto avvincente, che lascia il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima riga, ci mette di fronte a una possibile realtà, in cui le grandi potenze nazionali sono artefici del nostro destino tenendocene all’oscuro; una realtà, dunque, raccontata attraverso gli occhi curiosi di un giornalista che, come pochi nella vita reale, ha avuto il coraggio di sfidare la morte per rivelare al mondo la verità. «Non sono un militare, non sono un eroe, sono un giornalista», Saverio Salvemini - Libia 2012. Chiara Forcisi

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