(Stoccolma 1740-95) poeta svedese. Condusse una vita gaudente e spensierata, diventando interprete dell’edonismo tipico del secolo dei lumi. Le sue liriche, che egli amava cantare sull’aria di musiche popolari, furono raccolte solo nel 1790 con il titolo Le epistole di Fredman e I canti di Fredman. Attingendo alla vita vissuta, al mondo plebeo della taverna e del lupanare, esse cantano l’amore, il vino, il piacere e, a tratti, il malinconico presentimento della morte. Quasi anticipatore del vitalismo di Strindberg, B. fu disprezzato dai classicisti ed esaltato dai romantici come l’«Anacreonte del Nord».