La Giuntina è una casa editrice indipendente fondata a Firenze nel 1980 da Daniel Vogelmann, figlio di Schulim Vogelmann, sopravvissuto ad Auschwitz, su una tipografia di origine ebraico-polacca attiva in città dal 1909. Con oltre 900 titoli distribuiti in sette collane, è l'unica casa editrice europea specializzata in cultura ebraica rivolta a un pubblico generale.
Il catalogo copre un arco disciplinare ampio: dalla letteratura alla saggistica, dalla religione alla poesia, dalla musica al teatro, fino ai libri di cucina e alla storia degli ebrei italiani. L'asse editoriale non è confessionale né accademico: i titoli sono selezionati per il loro valore culturale trasversale, accessibili a lettori senza formazione specifica sull'ebraismo.
Interessa a chi si occupa di memoria storica, letteratura dell'Est europeo, filosofia ebraica, identità diasporica, narrativa israeliana contemporanea. Una parte del catalogo — in particolare la collana Schulim Vogelmann — affronta la Shoah attraverso la testimonianza diretta e la narrativa, non la storiografia.
Tra gli autori pubblicati: Elie Wiesel, Yoram Kaniuk, Yehoshua Kenaz, Nathan Shaham, Sami Michael, Assaf Gavron, Ayelet Gundar-Goshen.
Pubblica solo narrativa israeliana? No. La narrativa israeliana ha una collana dedicata (Israeliana), ma il catalogo include saggistica religiosa, biografie, testi liturgici, letteratura della diaspora e volumi per bambini.
C'è spazio per la letteratura yiddish? Sì: tra i titoli fuori collana figura ad esempio l'opera di Mordechaj Gebirtig, poeta e compositore di Cracovia, pubblicato nella traduzione italiana curata da Rudi Assuntino.
Esiste una linea per bambini? Sì: la collana Parpar — "farfalla" in ebraico — è dedicata all'infanzia. Il titolo di punta, La città che sussurrò di Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro, ha ricevuto il Premio Andersen 2015.
I filoni ricorrenti nel catalogo sono: memoria della Shoah, identità ebraica nella diaspora, vita quotidiana in Israele, tradizione talmudica, rapporto tra ebraismo e modernità. L'Europa orientale — Polonia, Russia, Ucraina — è l'area geografica più rappresentata nella narrativa storica e nella letteratura yiddish, con autori come Chaim Grade e Hanna Krall.
Collane principali:
Schulim Vogelmann — la collana fondativa, avviata nel 1980 con La notte di Elie Wiesel. Dedicata alla memoria del padre dell'editore, sopravvissuto ad Auschwitz. È la collana più ampia del catalogo, con oltre 220 titoli, e include narrativa, saggistica, testimonianze e testi religiosi. Pubblico: generalista, con attenzione alla memoria storica.
Israeliana — dedicata interamente alla narrativa di Israele, raccoglie romanzi di autori come Assaf Gavron, Ayelet Gundar-Goshen, Yoram Kaniuk, Yehoshua Kenaz, Nathan Shaham, Sami Michael. Avviata nel 2004 con Il quartetto Rosendorf di Nathan Shaham.
Diaspora — inaugurata nel 2009 con L'angoscia di re Salomone di Romain Gary, raccoglie autori di cultura ebraica provenienti da tutto il mondo: tra gli altri, Elie Wiesel, Chaim Grade, Jami Attenberg, Albrecht Goes. Il filo conduttore è l'esperienza dell'esilio e dell'identità fuori dalla terra d'origine.
Vite — dedicata a biografie e testimonianze. Tra i titoli: Sono stato un numero di Roberto Riccardi, che raccoglie la testimonianza di Alberto Sed.
Le Perline — libri di piccolo formato su temi specifici: Qabbalà, architettura, memoria, Talmud. Pensati come introduzioni tematiche, non come trattati.
Talmud Babilonese — dal 2016, la Giuntina ha avviato la traduzione integrale del Talmud Babilonese, il più ambizioso progetto di traduzione mai intrapreso in Italia in questo ambito.
Titolo rappresentativo
La notte di Elie Wiesel è il primo libro pubblicato dalla Giuntina, nel 1980, quando Wiesel era ancora sconosciuto al pubblico italiano. Il testo è una delle testimonianze più tradotte sulla deportazione nei campi di sterminio nazisti. La scelta di aprire il catalogo con questo titolo — e non con un'opera di ebraismo religioso o storia accademica — ha definito il profilo dell'editore: memoria, letteratura, universalità del particolare. Wiesel avrebbe ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1986.