(Firenze 1426-99) letterato italiano. Studiò greco con G. Argiropulo e frequentò la bottega del libraio Vespasiano da Bisticci, luogo di ritrovo di umanisti fiorentini. Autore di orazioni politiche e di prediche, traduttore in latino di Plutarco, Isocrate, Filostrato e Apollonio, nel 1499 continuò i Ricordi storici del padre Filippo. Di notevole interesse è il suo Dialogus de libertate (1479) che, condannando l’assolutismo di Lorenzo de’ Medici, coglie con acutezza la crisi della «florentina libertas» e dell’umanesimo civile. Altrettanto importante, nella stessa direzione, è l’Oratio in funere M. Palmerii (postuma, 1791), dove si prospetta la necessità di una cultura contemplativa, staccata dalla vita pubblica, perché soltanto in una società libera il filosofo può mettersi al servizio dello stato.