Non essendo una fan di King, trovo la sua scrittura sempre un po' prolissa, troppo ricca di dettagli e a tratti noiosa, come in questo caso. Molto lento e prevedibile
La lunga marcia
Un incubo on the road che solo Stephen King poteva costruire.
Dal confine con il Canada fino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore, e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Lungo il terribile percorso, scandito dagli incitamenti della folla, fra i partecipanti si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia... Il ritratto di un'America cinica e spietata.
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Edizione:1
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Anno edizione:2013
La lunga marcia
Oggi volevo parlarvi di un romanzo di Stephen King che si intitola "La lunga marcia". Il maetro dell'horror ha scritto questo romanzo dove in realtà non c'è il demone, l'assassino o il mostro di turno che di solito caratterizzano la letteratura horror, ma c'è una sfida, una sfida a piedi dai confini del Canada fino a Boston, una sfida implacabile. Forse in maniera metaforica l'autore voleva narrarci la società d'oggi spietata, soprattutto quella americana dove la competizione la fa la padrona. Chi si ferma in questa gara infatti viene fatto fuori implacabilmente. I protagonisti si ritroveranno a fare questa competizione; fra un passo e l'altro scopriremo le storie dei protagonisti e scopriremo cosa li ha spinti in questa folle marcia e scopriremo chi alla fine vince. È una storia che vi lascerà qualcosa dentro, un senso di angoscia per molto tempo ed è quello che deve fare la buona narrativa horror.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Fedi 10 febbraio 2026Noioso
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Giulia 02 febbraio 2026
Libro breve ma intenso. King come sempre riesce a creare un'atmosfera di suspence, angoscia e incertezza, che si infittisce man mano che la nostra marcia insieme ai protagonisti prosegue. Iniziamo credendo, come il protagonista, che questa camminata sia semplice e fattibile, per poi renderci conto con lui, durante il cammino, di come in verità sia tutt'altro che semplice. La psiche inizia a detoriorarsi, i rapporti creati rimangono sempre labili e incerti, le paure di Garraty diventano nostre, e iniziamo a temere noi stessi per lui, tifando per lui, ritrovandoci allo stesso tempo catapultati nel ruolo di marciatore e di pubblico. Il finale inganna, resta vacuo, come lo è la mente dei partecipanti, sempre più stremati e dissocati da se stessi. Consigliato per chi ama thriller distopico psicologici e sfide impossibili.
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Aly 08 dicembre 2025Vale sempre la lettura
Spaventare la gente con scene splatter e violente è facile...farti entrare nelle vite e nelle menti dei personaggi, farti immedesimare fino a farti sentire come se quello in pericolo fossi tu...quello è Stephen King
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