Non è uno delle opere migliori di Stephen King (come Misery, Le Stagioni, Il Miglio Verde) ma la trama ti rapisce dall'inizio alla fine. Il film uscito nel 2026 differisce molto dal libro e il finale è completamento diverso. Come al solito, il libro è sempre migliore del film!
La lunga marcia
Un incubo on the road che solo Stephen King poteva costruire.
Dal confine con il Canada fino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore, e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Lungo il terribile percorso, scandito dagli incitamenti della folla, fra i partecipanti si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia... Il ritratto di un'America cinica e spietata.
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Edizione:1
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Anno edizione:2013
La lunga marcia
Oggi volevo parlarvi di un romanzo di Stephen King che si intitola "La lunga marcia". Il maetro dell'horror ha scritto questo romanzo dove in realtà non c'è il demone, l'assassino o il mostro di turno che di solito caratterizzano la letteratura horror, ma c'è una sfida, una sfida a piedi dai confini del Canada fino a Boston, una sfida implacabile. Forse in maniera metaforica l'autore voleva narrarci la società d'oggi spietata, soprattutto quella americana dove la competizione la fa la padrona. Chi si ferma in questa gara infatti viene fatto fuori implacabilmente. I protagonisti si ritroveranno a fare questa competizione; fra un passo e l'altro scopriremo le storie dei protagonisti e scopriremo cosa li ha spinti in questa folle marcia e scopriremo chi alla fine vince. È una storia che vi lascerà qualcosa dentro, un senso di angoscia per molto tempo ed è quello che deve fare la buona narrativa horror.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Matte15 22 luglio 2026Stephen King non delude mai
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Mysweety 13 luglio 2026
Quando ho iniziato questo romanzo non avevo immaginato quanto mi avrebbe distrutto, solo ora me ne rendo conto. Non amo particolarmente la penna dell'autore ma ho deciso di dargli un'ultima possibilità e devo ammettere che ho amato questo romanzo! King costringe noi lettori ad accettare le regole di questa marcia, sin da subito, senza nemmeno ricorrere a spiegazioni o digressioni (se non in pochissimi casi) nel corso dello sviluppo del romanzo. In certi punti ho notato molte similitudini con Hunger Games e questo mi ha fatto apprezzare ancora di più il libro. Credo che quello che più di tutto si deduce dalla narrazione, è un’idea dell’essere umano come essere incapace di leggere e interpretare la realtà. Tutti i personaggi (a eccezione di alcuni) sono degli “ottusi” che si accorgono di cosa significa la Lunga Marcia solo quando il concetto di vita e di morte hanno perso il significato. Sono molteplici i temi che si riscontrano nel romanzo. Ad esempio, le pagine del libro sono intrise di relativismo. L’autore riesce a veicolare magistralmente un messaggio: ogni cosa ha un valore diverso a seconda della prospettiva. Ho amato il protagonista, Ray Garraty, soprattutto il suo rapporto con McVries. Con Ray conosciamo gli altri partecipanti, le loro storie, conosciamo le implicazioni fisiche e psicologiche di una lunga privazione di sonno, di una marcia costante, di mancanza di cibo (ma non acqua). Conosciamo il premio, tutto quello che vuoi per tutta la tua vita" e capiamo perchè tanti volontari accettano una morte certa contro quell'1% di possibilità. Camminando insieme ai protagonisti, senti la fatica, la paura, l’amicizia e la follia che lentamente prendono il sopravvento. Ogni pagina aumenta la tensione e ti costringe a continuare, quasi come se anche tu stessi partecipando alla marcia.
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jac🌙 16 giugno 2026
L'ho finito ieri e mi è piaciuto molto. Questo romanzo è letteralmente un viaggio in compagnia dei 100 ragazzi che partecipano alla Lunga Marcia. Intenso e molto appassionante, e sebbene si capisce come si svolgerà la storia, la consapevolezza non smorza per niente le emozioni che Stephen King intende trasmettere.
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