Mi ha attratto l’idea dell’Africa (Congo, nello specifico) raccontata da un africano (che ha completato gli studi in Francia). La scelta dell’auto-fiction focalizza lo sguardo sull’autore e la sua cerchia familiare, ma finisce per includere tutta una serie di riflessioni su Pointe-Noire, sull’ambiente sociale e culturale e su come questo si è evoluto nel tempo. La tradizione animista ritorna nei racconti e nei miti dell’infanzia. Le pagine più emozionanti riguardano la figura della madre, fieramente autonoma nelle sue scelte e capace di crescere il figlio mascherando la fatica e i dolori. Il capitolo dedicato al vecchio cinema Rex, teatro dei sogni trasformato in chiesa evangelica, regala qualche sorpresa: insieme a film francesi e indiani, anche Bud Spencer & Terence Hill hanno avuto il loro posto nell’immaginario congolese.
Le luci di Pointe-Noire
Giugno 2012. Dopo ventitré anni Alain Mabanckou torna nella sua Pointe-Noire. Invitato dall'Institut français per un ciclo di conferenze, alloggia in un appartamento per artisti e scrittori dove, appeso alla parete del salotto, c'è un quadro che ritrae una donna dallo sguardo triste. Durante il soggiorno, oltre agli impegni ufficiali, si dedica alla scrittura del suo libro di ricordi, ma è bloccato, ha un nodo in gola. Sa di essere tornato nella città natale non solo per motivi di lavoro, ma soprattutto per riappropriarsi del passato, per riportare alla luce un'infanzia smarrita nel groviglio della memoria, per salutare i membri della sua numerosa famiglia, orfana di mamma Pauline e papà Roger, e per rivedere i luoghi cari - la casetta di legno "reggia" della madre, il cinema Rex "garanzia del sogno", il liceo archivio di episodi dell'adolescenza. Ma Pointe-Noire non è più la stessa: la casetta è cadente, rovinata dal tempo, il cinema è diventato una chiesa pentecostale, il liceo ha un altro nome e gli appare come un labirinto. Perdipiù tra i familiari ci sono dissapori, e sembrano interessati solo ai suoi soldi. Alain è scosso, disorientato, ma nel mostrare a un amico una foto che si è fatto scattare con i nipoti si rende conto che quei bambini sono liberi e felici, come in fondo lo era lui da piccolo, e non baratterebbero la loro infanzia con niente al mondo. E al momento di ripartire la donna del quadro lo saluterà con un sorriso e avrà i lineamenti della sua amata mamma.
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Anno edizione:2014
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Loris 31 luglio 2024
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